B.I.TE.C.

Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento: ruspe, rimozione di campi, spari contro bambini, FATTO!
Poi vennero a prendere gli ebrei e non dissi niente: antisemitismo in ripresa in tutta Europa, aggressioni, titoloni sui giornali contro l’ebreo stupido, FATTO!
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e non dissi nulla: Aggressione a coppia omosessuale, pestaggi ovunque, leggi contro la “lobby” dei gay, FATTO!
Poi vennero a prendere i comunisti e io…
E io mi incazzo perché anche questa è FATTA, a Bari infatti, la scorsa notte la Compagna Eleonora Forenza è stata aggredita insieme ad altri compagni mentre tornavano dalla manifestazione anti Salvini, da un gruppo di fascisti di CasaPound, che con tirapugni, spranghe e catene hanno mandato all’ospedale alcuni di loro.
Quanto ci vuole a questo paese per capire che è in atto una campagna di odio contro chiunque non sia bianco, cattolico ed eterosessuale? 
In America c’è un termine “WASP” che indica i cittadini bianchi, anglo americani e protestanti, che ne dovrebbe quindi racchiudere la purezza di razza rispetto a tutti gli altri.
Da noi dovremmo coniarne uno analogo, che so magari B.I.C.E. (Bianco Italiano Cattolico Etero), anche se visti gli esponenti preferirei B.I.TE.C. acronimo di Bianco Incompetente TEsta di C@@zzo.
Buona giornata

Pubblicato in Attualità | Commenti disabilitati su B.I.TE.C.

De lupānāriārum:


Ho aderito all’appello che molte organizzazioni femminili e femministe propongono per l’approvazione di una legge sulla prostituzione basata sul “Modello Nordico”. Questo modello rifacendosi alla normativa in vigore in Svezia fin dal ’99 e oggi in altri paesi, ultima ad averla adottata la Francia (si sempre lei, capisco che vi stia sulle palle ma così è), punisce il cliente e non la prostituta.
Mi sembra un grandissimo passo avanti prima di tutto culturale, perché è moralmente inaccettabile per chiunque che un uomo possa comprare, anche se per breve tempo, il corpo di una donna e non state a menarla con seghe mentali di varia natura. Il 90% della prostituzione è femminile e il 99,9% di loro sono obbligate in vario modo a farlo.
Sarebbe un passo avanti anche nella definizione dei rapporti tra uomini e donne, dove il maschio italico patriarcato sforna ogni giorno ingiustizie, molestie, stupri e ogni due giorni ammazza una donna con le motivazioni più stupide e variegate che si possano immaginare.
E sarebbe un grandissimo passo avanti anche per tutte quelle donne che fanno finta di non capire o si nascondono dentro alibi di comodo come “è il mestiere più antico del mondo”, “meglio vada con loro che mi tradisca” (che cazzo vuol dire non lo so!), perché darebbe per legge dignità al corpo femminile, una dignità che culturalmente oggi non ha, così abusato dalla pubblicità, dallo spettacolo, e dai media in generale.
Sarebbe il segnale che la cultura, il modo di vedere il futuro sta cambiando, che un’altra società basata sul rispetto tra i sessi è possibile anche da noi. 
Io ho firmato perché dopo ampia riflessione ho capito che la prostituta mi da un gran dolore, ma la prostituzione mi fa orrore e mettere tutto in case chiuse o in quartieri appositi non risolve in alcun modo il problema ma ne peggiora la percezione culturale, se vuoi puoi comprarti una donna per qualche minuto o qualche ora e questa cosa è intollerabile.

Per Firmare cliccate qui

Pubblicato in Sulle donne | Commenti disabilitati su De lupānāriārum:

Ricominciare…

Siamo alla ripresa scolastica e voglio fare gli auguri a tutti i docenti che hanno già cominciato, che cominciano in questi giorni e che cominceranno a scuola iniziata. Gli faccio gli auguri di cuore, perché da ex membro del consiglio d’istituto e da loro amico so che cosa significa tornare a scuola, fare il loro lavoro. So quanta emozione, quanta gioia, quanta voglia di fare avete addosso. Ma so anche quanta paura, quanta ansia, con quanta apprensione, voi precari, in pieno agosto siete andati a scegliere la cattedra, come avete tremato nel cercare la scuola dove eravate e dove avete sperato di rimanere ancora un anno, poi il prossimo chissà. Qualcuno dovrà aspettare ancora lunedì per essere chiamato, precario tra i precari, ma ormai siamo partiti, come ogni anno, forza allora.
E so che è con lo stesso entusiasmo che passerete le serate e i giorni festivi a correggere e preparare, a mettere a posto registri e compiti, a sacrificare ore del vostro tempo libero, per fare al meglio il vostro lavoro.
E portate pazienza se quella testa di legno del terzo banco insiste a confondere Omero con Virgilio, l’Odissea con l’Eneide, voi ce la metterete tutta per trattarlo alla pari degli altri.
E portate pazienza anche se la ragazzina del secondo banco ve lo dirà anche quest’anno che di studiare non gliene importa niente, perché farà il grande fratello e sarà famosa, è figlia anche lei di questo nostro tempo guasto. 
E portate pazienza se il ministro in carica pensa di risolvere i problemi della scuola con armadietti nelle classi, meno compiti e un bel grembiule per tutti, magari rimetteremo pure la preghiera all’inizio delle lezioni e siamo a posto.
Coraggio Maestre e Maestri, coraggio Prof. vi voglio dire che ce ne sarà sempre più di qualcuno che vi ricorderà come dei fari che gli hanno illuminano il cammino e lo illuminano ancora da grandi con i loro insegnamenti.
Grazie Maestre, grazie Maestri e grazie Prof. buon lavoro.

La foto è tratta dal film “stelle sulla terra” che racconta di dislessia, di un bambino isolato e di un maestro fantastico che scoprirà il talento nascosto dentro il bambino.

Pubblicato in Attualità | Commenti disabilitati su Ricominciare…

Oggi 8 settembre di tanti anni fa…

In questa italietta di mezze figure, di presidenti assenti o non pervenuti, di ministri cialtroni o incompetenti spacciati per novelli Masanielli, politici d’accatto o colpevolmente opportunisti, voglio ricordarmi oggi di chi invece ha fatto il suo dovere fino in fondo per far si che questo paese rinascesse dalla polvere dov’era precipitato. E così allora frugando tra la Storia scopri che nel giorno di oggi del 1943 a Livorno si intrecciano i destini di grandi figure in uno dei momenti più disperati ma snodo vitale per la nascita della nostra Repubblica, che piaccia a pochi o a tanti, che quel giorno vide la posa di una delle sue pietre fondanti.
Quel giorno a Livorno, un giovane tenente in licenza dall’Albania, viene a sapere dalla radio che le ostilità con gli alleati sono terminate, che c’è un armistizio e nel caso di attacchi da parte di altri si deve reagire, nient’altro, né ordini dal comando, ne appelli, solo un comunicato e lo Stato che si sfascia davanti agli occhi di tutti con il re e il governo in fuga verso Brindisi.
Quel giovane tenente forse dopo una notte insonne prende un fardello di cose e scappa verso sud, a piedi, con qualche compagno e commilitone va verso l’Abruzzo con l’intenzione di unirsi alla resistenza e ai reparti dell’esercito che combattevano a fianco degli alleati, scegliendo senza indugio da che parte stare.
Dirà molti anni più tardi, in occasione della consegna della medaglia d’oro al valor militare alla città di Piombino, “Anche chi non ha vissuto quei giorni, anche gl’ italiani di oggi e soprattutto i giovani, devono qualcosa a tutti coloro che l’ otto settembre reagirono. Perchè grazie a loro l’ Italia è rinata” Quel giovane tenente era il Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Hasta la Victoria fratelli.

Pubblicato in Attualità | Commenti disabilitati su Oggi 8 settembre di tanti anni fa…

Statisticamente salve…

Avviso alle mie amiche donne, potete uscire di casa, ripeto, potete uscire di casa, stasera e domani potete andare al cinema con un’amica o al ristorante, magari con un amico o uno corteggiatore, ma in mancanza di meglio anche con un morto di figa.
Potete mettervi la gonna sopra il ginocchio o i pantaloncini corti, esagerare coi sandali tacco 9 o anche di più, bere aperitivi alcolici o nel dopocena abbandonarvi con tequila bum bum o mojito, tornate pure a casa accompagnate da qualcuno, magari anche un carabiniere o un aspirante agente di polizia.
Stasera e domani sera state tranquille nei vicoli scuri o nei portoni poco illuminati, non abbiate paura del tizio con l’impermeabile che vi segue nonostante fuori ci siano 30 gradi.
Esagerate col trucco e il parrucchiere, tirate fuori quell’abito nero scollato dietro a lasciar intravedere la fine della schiena.
Godetevela stasera donne come foste maschi, stasera e domani sera vi protegge infatti la statistica.
Si perché ne hanno ammazzata una stamattina e secondo la statistica in Italia muore una donna ogni 60 ore, quindi 60- 5 fa 55, avete ancora 55 ore di immunità statisticamente accertata, poi tutte a casa, rigorosamente sole e chiuse dentro, o insieme ad una o più amiche, possibilmente con qualcuna che faccia Judo o kick boxing che non guasta mai.
Non aprite a nessuno che non sia del vostro sesso, perché parafrasando una celebre battuta calcistica sotto ogni mutanda maschile batte il cuore di un assassino, quindi non aprite a nessuno.
Non vi fidate di nessuno, ripeto nessuno.
Se per caso vi viene voglia di aprire tenete almeno a portata di mano il coltello per sfilettare il pesce o la carne, si quello con la lama lunga e fina, non vi sbagliate, non prendete il tranciatore che fa male solo se avete la forza di menarlo giù potente, lo sfilettatore no, con la sua lama lunga e sottile penetrerà senza difficoltà il corpo molle del vostro aguzzino, anche se sarete semi paralizzate dalla paura.
E mi raccomando, prima di chiamare l’ambulanza assicuratevi che abbia perso una cospicua quantità di sangue, che almeno per riprendersi ci metta qualche mese.
Ed ora via donne, diamo inizio a queste 48 ore di vita normale.

Parole e pensieri miei, sia chiaro!

Pubblicato in Sulle donne | Commenti disabilitati su Statisticamente salve…

Finirà l’estate…

Sta finendo quest’estate né troppo calda né troppo soleggiata e arriverà l’autunno, con i suoi colori caldi e le foglie cadute, ci prepareremo ad affrontare l’inverno che sarà lunghissimo, perché avremo l’IVA almeno al 24%, avremo la fatturazione elettronica per tutti e avremmo lo spread che salirà ancora, perché nessuno del governo saprà predisporre una finanziaria in grado di scongiurare tutto questo, perché nessuno del governo ha una vaga idea di quello che sta facendo.
Non ci sono solo i 150 della Diciotti, ma tutti noi in ostaggio di questa classe di pressapochisti cialtroni, bambini viziati che a scuola miravano solo a sfangarla, compreso il Prof. presidente del consiglio, primo nella storia d’Italia a ricevere l’oscar come attore non protagonista.
Che poi fosse stato protagonista sarebbe stato ancora peggio, costretto a intervenire su ministri che “trovano” 7 miliardi di euro nascosti chissà dove nel MIUR, che proclamano illegittima una gara ma non la possono annullare perché legittima, che firmano accordi capestro e poi gridano cattivi agli altri quando grazie a quegli accordi possono farsi le politiche loro alla faccia del ministro forcaiolo omofobo razzista sessista, scegliete voi l’aggettivo che più vi piace. Sarebbe stato ancora peggio perché nel caso sarebbe stato correo di questa gente, così almeno quando gli italiani, toccati nel vivo del portafoglio, pretenderanno la loro classica, immancabile piazzale Loreto, o se preferite il loro Hotel Raphael, potrà sempre invocare l’incapacità di intendere e volere e tornare a fare il prof. senza che nessuno se ne avveda.
Arriverà l’autunno e avrà il tuo sguardo triste fratello d’oltre mare, perché gli italiani si sveglieranno da questo sonno della ragione, dove i sogni te li passano gratis per i primi mesi, poi li paghi, come il campionato di calcio tra Sky, Premium e Danz o come cazzo si scrive.
Arriverà l’autunno Compagni e il tempo, che è uno degli ultimi galantuomini rimasti in Italia, farà giustizia di questo fango che ci annega.
Hasta la victoria.

Pubblicato in Attualità | Commenti disabilitati su Finirà l’estate…

#metoo

A me questa storia di Asia Argento che diventa una molestatrice sa tanto di minchiata galattica, a parte che i confini di questa vicenda sono molto nebulosi e controversi, a parte l’improvvisa delegittimazione subito operata dai soliti giornalacci rispetto alla campagna metoo, a parte quelli che riportano studi compiuti sui maschi e che indicano addirittura nel 52% degli uomini intervistati essere stato oggetto di violenze da parte delle donne (!).
A parte tutto, ma veramente dite? 
A me pare che Willy sia talmente dotato di vita propria da decidere in completa autonomia il suo orario lavorativo, la portata delle sue prestazioni e la durata della sessione professionale.
Si perché a meno che non siate degli inguaribili MDF, per cui vi basta una foto cartonata di Pamela Anderson ad oggi per raggiungere un maschile turgore, mi chiedo come si fa a pensare di poter essere oggetto di violenza, come si fa a convincere Willy che è meglio darsi da fare perché altrimenti sono botte o minacce.
E comunque scherzi a parte, resta il fatto che il ripreso vigore contro il metoo e la campagna di moralizzazione contro la moralizzatrice sa tanto, ma tanto, ma tanto di tentata rivincita del patriarcato imperante, sa tanto del “chi è senza peccato scagli la prima pietra” al contrario, per cui tutti colpevoli tutti assolti. Peccato che chi l’ha pronunciata la frase disse di no alla Maddalena, mica spiccioli.

(scusate per la foto, ma mi sembrava una Maddalena somigliante)

Pubblicato in Sulle donne | Commenti disabilitati su #metoo

La storia di Marta…

Stanotte non riuscivo a dormire, prima la fame, poi il freddo, così navigando senza meta sono incappato nella storia di Marta di Giacomo, ho letto la sua lettera e mi sono arrabbiato.
Ma poi ho pensato perché, ho pensato quando è successo, quando è successo che nella mia vita ho imparato ad essere un predatore, quando da bambino sono diventato lupo?
E soprattutto perché me lo avete insegnato?
Perché mi avete insegnato che una donna va presa come una lepre stanata da una volpe, come un’antilope inseguita dal ghepardo. Perché devo incalzare, pungolare, torturare fino allo sfinimento una donna per averla, perché devo possedere una donna per amarla?
Ma peggio, perché mi avete insegnato che amare è possedere, perché l’amore deve passare per il controllo totale dell’altro?
Perché la storia di Marta è tutto tranne che amore, è un trattato di psichiatria a cielo aperto, c’è un pazzo, no, non è giusto definirlo pazzo, gli darei l’alibi della malattia e invece non se lo merita, merita l’appellativo peggiore che possiamo pensare per lui, ecco allora c’è questo individuo, pericolosissimo, che la vede per strada, la trova carina, lui pensa di innamorarsene e comincia a spiarla, la segue, la bracca, la chiama, la blocca e la bacia, lei resiste e lui le lascia segni sul corpo, sui polsi, sul collo, lei tenta una prima denuncia, i carabinieri la deridono, poi col referto del pronto soccorso la prendono sul serio. Ma serve? No non serve, lui è sempre lì e se non c’è fisicamente, c’è nella sua testa, perché ormai la violenza oltre che sul corpo le è arrivata nella testa. Marta ha paura, vive nell’angoscia, si circonda di amici, cerca di non restare sola, ma non è più vita questa.
Marta è una e oggi è lei la mia bandiera, ma quante Marta ci sono in questo paese? Quante Marta ci sono che hanno visto sul loro corpo la sopraffazione del maschio, la violenza del lupo? Quante Marta non ci sono più per non essersi piegate a questi predatori? E quante pur avendo subito la violenza oggi non ci sono più per raccontarla?
Io non ho risposte da dare a Marta, oltre ad esprimerle tutta la mia solidarietà e ha condividere la sua storia come abbiamo già fatto in migliaia, posso continuare a gridare che non c’è un limite tra amare e possedere, non c’è limite tra passione e violenza, non c’è un limite perché sono antitetiche di una visione del rapporto tra noi maschi e voi donne, per questo scrivo per far conoscere questi fatti, per questo penso che la legge sullo stalking sia inappropriata, perché serve una legge che definisca violenza ogni atto che intimidisca, che provochi disagio anche solo psicologico nella vittima, serve che qualunque donna baciata contro la sua volontà sia chiamata col suo nome, vittima. Serve perché i polsi, il collo, i graffi sul corpo di Marta guariranno, ma la violenza dalla sua testa resterà ancora a lungo, forse per sempre.
Ma soprattutto serve una presa di coscienza per i padri e le madri di tali figli che affrontando la realtà riconoscano di aver fallito nel loro compito primario di educatori e affidino se stessi e i frutti di questo loro fallimento a strutture in grado di aiutarli. Perché non c’è condanna che basti a placare questi predatori, se non essere affidati a strutture che in maniera seria e costante li rieduchino a relazionarsi in maniera corretta con il resto del mondo.
Ma serve un cambiamento culturale in tutti noi, un’epurazione radicale dalla nostra società di tutti quei pensieri, quelle abitudini, quelle parole marce che trasformano i bambini in lupi, gli uomini in predatori, le donne in vittime.

Lo so in pochi giorni torno a parlare dei rapporti tra uomini e donne, ma vorrei ricordarvi che nei primi mesi di quest’anno sono morte 44 donne, il 30% in più dell’anno scorso e stanotte la storia di Marta è una, ma di loro e delle loro storie è piena la nostra vita quotidiana

(La foto l’ho presa dal post di Marta di Giacomo)

Pubblicato in Sulle donne | Commenti disabilitati su La storia di Marta…

Là, sulla statale…

Ciao, mi chiamo Andrea e di giorno puoi trovarmi allo svincolo della statale, quello che scende sotto e va al centro sportivo. E’ un buon posto, il pomeriggio ci sono i papà che portano i figli a calcio e mente quelli sgambettano sul campo, loro vengono qui a prendersi quello che a casa non oserebbero mai neanche chiedere, ne dire. E’ un lavoro facile e veloce con loro, qualche minuto e ho finito, quasi tutti arrivano subito al dunque con la mia bocca, sono anche giovani, senza problemi di soldi e di morale, gli infilo il profilattico e ci lavoro alternando mani e bocca, loro godono già a parole, a dirmi che sono la loro puttana e non solo, ci godono a tenermi la testa giù. Nessuno mi chiede come mi chiamo, non mi parlano, sanno tutti quanto prendo, il passa parola funziona bene tra loro, arrivano, ci appartiamo e in cinque minuti ho finito, mi allungano i 30 euro quasi sempre con lo sguardo basso, manco fossi Giuda che ha venduto l’agnello di Dio ai sacerdoti. Io per quei trenta euro gli do 5 minuti di piacere e mi prendo il loro disprezzo, le loro umiliazioni ma non me ne importa.
D’estate vengono i ragazzi che vanno al mare, arrivano, mi caricano, li scarico e vanno via, poi la sera mentre tornano a casa ne arrivano altri, anche loro si fermano, li faccio godere e se ne vanno, tornano alla loro vita, magari si fanno una doccia ed escono con la loro donna, qualcuno torna dai genitori, forse da una moglie, forse dai figli.
Si sono una puttana, ma non è questo che mi fa male, mi fa male non esistere, essere solo un corpo, una bocca, due tette, un culo o una figa, io non conto, non ho emozioni, passioni, non ho un amore, un sogno, non ho niente, solo un corpo da prendere per qualche minuto e pochi euro.
Ma quelli che mi fanno male nel cuore sono quelli che mi fanno la morale, che vogliono parlare, che si giustificano, che cercano di far tacere i loro sensi di colpa dando la colpa a me, perché sono io la meretrice, la tentatrice, quella che ostentando il corpo li costringe a comprarmi. Quelli sono che mi fanno schifo, le persone per bene che si prendono una pausa dal loro perbenismo, quelli che “tanto è solo una troia che vuoi che provi”, “fa la vita perché è più facile che andare a lavorare”, “mia moglie sa che lo faccio, sono un uomo di mondo io!”, “se le donne fossero tutte come voi non ci sarebbe bisogno di puttane a questo mondo”, questi sono solo alcuni dei discorsi che fanno e allora vi giuro, mi viene voglia di staccarglielo a morsi quel loro attrezzo viscido e molliccio come la loro anima. Ma sto zitta e mi prendo tutto, improperi e sperma, prediche e denari. Questa è la mia vita in questo mondo, ma voi benpensanti in giacca e cravatta che pensate che questo sia il mestiere più antico del mondo, voi piccoli maschi che vivente nella vostra piccola scatola, nel vostro di mondo non l’avrete mai l’amore di una donna, la sua stima e la sua complicità a letto, al punto di fare di lei e solo di lei la vostra puttana, non conoscerete mai cosa significa prigionieri come siete del vostro io ipertrofico e del vostro narcisismo impotente come il vostro uccello Mi fate schifo e oltre ai miei cinque minuti di piacere non conoscerete mai altro di bello nella vita.

Scritto da me, la prostituta che si chiama Andrea è esistita sul serio, il resto l’ho inventato immaginandolo.

Pubblicato in Sulle donne | Commenti disabilitati su Là, sulla statale…

8 agosto…

Ad Hiroshima il tempo si fermò quel sei agosto poco dopo le 8, la mattina avvampò di sole e tutti furono immolati sull’ara della modernità, ad Hiroshima quella mattina cominciò l’era atomica cancellando migliaia di esseri umani, spazzò via storie e vite, speranze e progetti, in un attimo fu il calore di migliaia di stelle accese tutte insieme. 
Gli uomini e le donne e i bambini si trasformarono in ombre, i ciliegi fioriti cancellati per sempre nella memoria di Yaeko che anche dopo 70 anni non torna più su quei viali, per quelle strade, dove cadaveri strisciavano sul corpo con la pelle che si staccava dalla carne, dove fantasmi barcollavano reggendosi le membra dilaniate, soccorrere era impossibile, aiutare era impossibile, anche la speranza non abitava più ad Hiroshima.

A tutti quelli che non sanno o non ricordano consiglio di leggersi “Il quaderno di Hiroshima” di Daisaku Ikeda che per bocca di Kazushiro, giovane che va in vacanza da sua zia Yaeko ad Hiroshima ci racconta il dramma di sopravvivere all’apocalisse.
Un tributo a questa città che insieme a Nagasaki tre giorni dopo, vide aprirsi la porta dell’inferno e oggi sono tornate a vivere perché: 
“Quando conosciamo una battuta d’arresto può capitare che veniamo sopraffatti dalla disperazione. Ma quella sofferenza è il materiale con cui costruiamo la nostra esistenza. Si può dare la colpa al fato e rassegnarsi alla sconfitta, oppure si può riprendere a vivere mirando alla felicità”
Un omaggio al Presidente Ikeda che da 70 anni si batte perché l’orrore della guerra sparisca dalle nostre vite, dalle vite di ogni singolo essere umano in ogni parte del mondo.

Pubblicato in Attualità | Commenti disabilitati su 8 agosto…