Ciao, mi chiamo Andrea e di giorno puoi trovarmi allo svincolo della statale, quello che scende sotto e va al centro sportivo. E’ un buon posto, il pomeriggio ci sono i papà che portano i figli a calcio e mente quelli sgambettano sul campo, loro vengono qui a prendersi quello che a casa non oserebbero mai neanche chiedere, ne dire. E’ un lavoro facile e veloce con loro, qualche minuto e ho finito, quasi tutti arrivano subito al dunque con la mia bocca, sono anche giovani, senza problemi di soldi e di morale, gli infilo il profilattico e ci lavoro alternando mani e bocca, loro godono già a parole, a dirmi che sono la loro puttana e non solo, ci godono a tenermi la testa giù. Nessuno mi chiede come mi chiamo, non mi parlano, sanno tutti quanto prendo, il passa parola funziona bene tra loro, arrivano, ci appartiamo e in cinque minuti ho finito, mi allungano i 30 euro quasi sempre con lo sguardo basso, manco fossi Giuda che ha venduto l’agnello di Dio ai sacerdoti. Io per quei trenta euro gli do 5 minuti di piacere e mi prendo il loro disprezzo, le loro umiliazioni ma non me ne importa.
D’estate vengono i ragazzi che vanno al mare, arrivano, mi caricano, li scarico e vanno via, poi la sera mentre tornano a casa ne arrivano altri, anche loro si fermano, li faccio godere e se ne vanno, tornano alla loro vita, magari si fanno una doccia ed escono con la loro donna, qualcuno torna dai genitori, forse da una moglie, forse dai figli.
Si sono una puttana, ma non è questo che mi fa male, mi fa male non esistere, essere solo un corpo, una bocca, due tette, un culo o una figa, io non conto, non ho emozioni, passioni, non ho un amore, un sogno, non ho niente, solo un corpo da prendere per qualche minuto e pochi euro.
Ma quelli che mi fanno male nel cuore sono quelli che mi fanno la morale, che vogliono parlare, che si giustificano, che cercano di far tacere i loro sensi di colpa dando la colpa a me, perché sono io la meretrice, la tentatrice, quella che ostentando il corpo li costringe a comprarmi. Quelli sono che mi fanno schifo, le persone per bene che si prendono una pausa dal loro perbenismo, quelli che “tanto è solo una troia che vuoi che provi”, “fa la vita perché è più facile che andare a lavorare”, “mia moglie sa che lo faccio, sono un uomo di mondo io!”, “se le donne fossero tutte come voi non ci sarebbe bisogno di puttane a questo mondo”, questi sono solo alcuni dei discorsi che fanno e allora vi giuro, mi viene voglia di staccarglielo a morsi quel loro attrezzo viscido e molliccio come la loro anima. Ma sto zitta e mi prendo tutto, improperi e sperma, prediche e denari. Questa è la mia vita in questo mondo, ma voi benpensanti in giacca e cravatta che pensate che questo sia il mestiere più antico del mondo, voi piccoli maschi che vivente nella vostra piccola scatola, nel vostro di mondo non l’avrete mai l’amore di una donna, la sua stima e la sua complicità a letto, al punto di fare di lei e solo di lei la vostra puttana, non conoscerete mai cosa significa prigionieri come siete del vostro io ipertrofico e del vostro narcisismo impotente come il vostro uccello Mi fate schifo e oltre ai miei cinque minuti di piacere non conoscerete mai altro di bello nella vita.

Scritto da me, la prostituta che si chiama Andrea è esistita sul serio, il resto l’ho inventato immaginandolo.