Pensando a quella sera, si era regalata un vestito rosso di seta, con la chiusura a portafoglio, niente di vistoso o esagerato, un vestito rosso che arrivava sotto al ginocchio, chiuso in vita da un laccetto e tenuto su da due strette spalline. lo spacco davanti, non troppo pronunciato, lasciava intravedere un po’ oltre il ginocchio.Lo abbinò ad un paio di calze color nudo e ai suoi immancabili anfibi neri, usci di casa così, con le spalle coperte da un giubbino di pelle nera, la piccola borsa anch’essa rossa, grande il giusto per contenere le chiavi di casa e il necessario per rinfrescarsi il trucco.Accompagnò con cura dietro di sé il cancelletto, assicurandosi che fosse chiuso bene, non per la paura di lasciarlo aperto, ma per farsi guardare da lui, farsi osservare e dove non arrivava l’occhio, di immaginare.Sentiva il suo sguardo traversare i vetri della macchina, la poca strada che li separava e posarglisi addosso, senza malizia, senza sfrontatezza, così come un collezionista guarda l’opera più bella, con ammirazione e rispetto che quel capolavoro merita.Era così tra loro, era così fin dal primo momento che s’erano incontrati, già allora quello sguardo l’aveva lusingata, incuriosita, poi, qualcosa di più di una semplice emozione, l’aveva pervasa.Quando si incontravano, e non lo facevano mai da soli, lei sentiva, cercava, quello sguardo, quegli occhi chiari, percepiva quella sua attenzione ai particolari che disseminava qua e là, un ciondolo, un paio di orecchini, un rossetto che le piaceva particolarmente. Ma non osava credere che quegli occhi la scorrevano dalla testa ai piedi con quell’insistenza di chi cova un’emozione intensa, pura, talmente spessa da esserne spaventato.Ed ora lui era lì, ne poteva sentire l’odore, il profumo di doccia appena fatta, di camicia pulita, un’ombra di profumo speziato saliva dalle sue mani. Un’emozione calda, prese ad infiammarla dentro, da basso, un’emozione sconosciuta, l’aveva sentita subito, appena s’era seduta così vicino a lui, appena s’erano salutati con un bacio, troppo lungo per essere d’amicizia, troppo distante dalle sue labbra per essere d’amore.Continuarono così a giocare tra loro guardandosi, un po’ raccontandosi, un po’ ascoltandosi, ma sempre con gli occhi oltre la soglia dello sguardo, dentro il guazzabuglio di emozione e pulsazioni, che le facevano battere il petto, le tempie, il cuore della pancia.Si sfiorarono per tutta la cena, lei provocava, incalzava, poi si ritraeva, temendo il suo rifiuto, lui allora avanzava, scrutava, fingeva di ammirarle le mani per poterle prendere, sentire il loro calore, immaginarsele addosso.Nell’uscire dal locale, lui l’aiuto a mettere il giubbino, s’era portato dietro di lei per infilarglielo e nel farlo, s’era avvicinato fino a sentirne il profumo del collo, fino ad affondare la faccia nei suoi capelli chiari, lei, sorpresa e sopraffatta, fece per voltarsi e per un attimo i loro volti si sfiorarono, lì, in mezzo al locale, dove improvvisamente le voci s’erano fatte più basse, quasi a non volerli disturbare, ora che il gioco s’avvicinava alla conclusione.Uscirono con lui che le offriva il braccio, lei lo stringeva a sé, reggendolo con la mano libera, come a promettergli di tenerselo addosso, da lì in poi.E fu quando le aprì lo sportello dell’auto, che lui lanciò i dadi sfidando il destino e si giocò il piatto, la tirò a sé con sorprendente determinazione e prima che lei potesse rifiutarsi, se pure avesse voluto, la baciò sulle labbra, per un attimo, lieve, si staccò, poi la tirò ancora e la bacio profondamente, cercando la sua bocca affamato, la strinse a se cingendola in vita, con la forza di quante più braccia pareva avere d’improvviso. Lei lasciò che quel bacio la narcotizzasse e rispose, rispose come se l’avesse atteso da sempre, come se avesse aspettato quel regalo da tutta la vita, ed ora, improvvisamente arrivato, non lo voleva mollare più. Stettero stretti l’una all’altro per un tempo che parve non finire più e un altro po’, premendosi i corpi addosso. E mentre le bocche si cercavano con sempre più passione, sentiva l’emozione di lui crescerle addosso, diventare spessa contro di lei, mentre da basso un calore di velluto le infiammava il ventre.
Sergio Spera 2021 (ogni riferimento a fatti o persone reali è assolutamente voluto)
