La strafottenza. E il suo “Zibaldone”.
Se è arroganza si fa prepotenza.
Prima o poi.
Se è prepotenza muta in indifferenza.
Senza fine.
Se è indifferenza cambia in volgarità.
Sempre.
Può apparire anche come amore per se stessi.
Può mostrarsi.
Può trasparire in disinteresse.
Può intravedersi.
Può comparire di giorno e di notte.
Non ha tempo.
Chi ne soffre sta meglio.
Di testa, soprattutto.
Chi ne è affetto sa sopportare.
I tormenti, più di tutto.
Chi la infonde resiste in modo migliore.
Alle pene, specialmente.
La detesta chi la subisce.
“Anche se poteva andarmi peggio…”, pensa.
La odia chi la coglie.
“Me ne farò una ragione…”, d’altronde.
La respinge chi è intelligente.
Di cuore, più di ogni altra cosa.
Meglio possederla, tuttavia.
E se c’è l’hai vivi meglio!
