Lui e la Citroen nera.

Lui aveva un Citroen DS nera che incantava più della Deneuve sul red carpet di Cannes, lei un paio di scarpe con la zeppa e un vestito bianco, che al confronto la Deneuve sembrava la signora Silvani. Viaggiavano lenti godendosi l’aria della primavera, il sole riempiva l’auto facendo brillare i suoi capelli chiari e quella loro felicità senza un graffio di ruggine.Ogni volta che cambiava marcia, lui le sfiorava il ginocchio con una carezza, anche se aveva il cambio al volante. Lei rideva appena e ogni volta gli sfiorava con la mano il collo, come in una carezza, sempre ridendo appena.Si fermarono a due passi dal mare, vicino ad uno stretto viottolo che dal parcheggio portava sulla spiaggia.Lei scese e appena arrivò sulla spiaggia si tolse le scarpe, tenendole in mano, ora rideva guardandolo negli occhi, lui si offrì di portargliele mentre la teneva stretta per mano.Camminarono per un po’, prima di fermarsi e sedersi su un grosso tronco, buttato a riva dal mare.Si guardavano fisso, tenendosi la mano, poi lui sussurrò piano “riprendiamo da dove abbiamo lasciato l’altra volta, o devo ricominciare tutto da capo”Lei scosse la testa, si morse il labbro e rispose solo “riprendiamo”.Si baciarono a lungo, con le labbra umide di passione, gli occhi chiusi a godere di quell’emozione, sempre tenendosi le mani.Lo fecero finché ebbero fiato, si staccavano per qualche secondo, poi riprendevano, senza pensare a niente.Lo fecero fino a quando una coppia gli passò vicino con un piccolo cane bianco e nero, rumoroso come un carnevale di Rio.Si staccarono sospirando, si guardavano negli occhi, perché quello che vi vedevano li incantava. Si guardavano dentro come se riuscissero a guardare oltre la vita che li aveva separati fino a quel momento.Si guardavano navigando in quello spazio tra le pupille e l’iride come fossero galassie distanti, eppure era uno spazio piccolissimo, pieno di tutto quello che si volevano dire.Lei ruppe il silenzio per prima, vincendo un milione di battaglie dentro di sé e buttando via miglia nautiche di paure, “mi sa che mi sto innamorando di te”.“Io no, non ho fatto in tempo, ti amo già, da quando ti sei tolta le scarpe, nessuna lo fa come lo fai tu, nessuna”. Poi prese il suo cuore e glielo affidò, lei da quel giorno lo cura come non aveva mai fatto.

Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante natura, albero e corpo idrico
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