Lentamente finisce questo anno, scivola tra le dita ormai consumato dagli eventi che lo hanno riempito. Finirà in un baleno, con un grande botto, esattamente come è arrivato. Un anno lungo come una traversata oceanica, che ognuno di noi fa in solitaria con la sua piccola barca, incerto tra i flutti o sereno nella bonaccia, sorretto e spronato dalla propria fede, dai propri valori, dai propri affetti.
Finisce quest’anno pieno come pochi altri per me, con i momenti duri, quelli che ti fanno tremare le ginocchia e l’anima, ma anche e per fortuna di momenti belli, di responsabilità accolte con paura e con fiducia, pieno di amici belli che ti fanno sorridere solo a pensarli. Un anno che mette il punto e mi fa voltare pagina, intraprendere una nuova strada, come è giusto, che poi il cammino lo faccio a piedi, in treno o in auto, poco importa, l’importante è che voi ci siate sempre, col sorriso, con la compassione, con l’amicizia e l’affetto. Grazie a tutti allora, agli amici che mi stimano e si lamentano che li chiamo e li vedo poco, ai miei compagni di fede che mi sorreggono e condividono con me la speranza, grande motore del futuro. Ai miei figli, per me patrimonio dell’umanità, che ormai portano, anzi, guidano i loro sogni da soli, sempre nel rispetto delle regole e dei limiti. Grazie a tutti, ma proprio a tutti per il tempo passato insieme a leggersi e commentarsi, a discutere, a riflettere. Ed ora tutti a tavola, che arrivare al cenone è un attimo.











