Per capire che l’italiano è un problema per la metà degli italiani non c’era bisogno di conoscere i risultati INVALSI 2019 ma qualche ora su FB a leggere commenti e post è di per se illuminante come e più di un test.
Si, perché se qualche strafalcione si può addebitare al correttore di Android (sempre meno in realtà, affina costantemente le proprio conoscenze, lui!), certe castronerie (e qui già cominciamo a sfoltire lettori) sono proprie di coloro che seppure hanno conseguito un diploma di scuola superiore, hanno poi smesso di leggere, di informarsi, di essere curiosi. Così assistiamo alla dismissione dell’h o al suo profluvio (altra sfoltita!), “loro non anno mai lavorato”,”vado ha casa” tanto per fare due esempi.

Assistiamo impotenti alla lenta eutanasia del congiuntivo e del condizionale a favore del trionfo del più semplice presente indicativo.
Restiamo attoniti dinanzi alla disfatta delle coordinate a favore delle subordinate (e qui siete rimasti in quattro!) che ti lasciano con il dubbio sul senso e sul fine ma con la certezza della incompetenza.
Ma si sa, scrivere un testo, un paragrafo, una frase, solo una frase di senso compiuto, che esponga con sinteticità ed efficacia il pensiero dello scrivente, ecco per scriverlo bisogna formularlo quel pensiero, bisogna connettere almeno due neuroni in una sinapsi e spesso ormai, troppo spesso i neuroni sono come il coraggio di Don Abbondio, se non ce l’hai, non te li puoi dare!
Buona giornata!