Una notte ho fatto un sogno, uno di quei sogni brutti che sembrano veri, ho sognato che Valerio precipitava in un dirupo altissimo, dalla cui sommità non si vedeva la fine. Nel sogno l’ho visto scivolarmi tra le braccia e cadere giù e mi sono buttato anch’io, nella testa un solo pensiero, se deve morire non può farlo da solo, sarò lì con lui e sarà meno brutto morire insieme. Ecco questo sogno da la misura dell’amore che sentiamo verso i figli, verso i nostri italianissimi, bianchi, anche biondi figlioli.
Poi vedo le immagini di quei padri e madri che viaggiano per migliaia di chilometri con i loro figli e li guardano morire di stenti, o affogati in mare e mi chiedo ma il loro dolore è uguale al mio? Il loro stridere di carne dilaniata è come il mio, la fitta improvvisa, insostenibile dentro al cuore e giù fino alla pancia è come la mia? Si, si è uguale per tutti i genitori del mondo, il dolore è il medesimo, come la speranza, la voglia di vederli crescere.
E allora mi chiedo ma la signora che ha vinto il premio per il commento più cinico, si quella del “Buon appetito pesci” e che nel banner chiede la verità per Bibbiano, ha dei figli, o magari è zia di qualche sorella fratello? Ecco la signora il cui profilo è scomparso, ovviamente, quando sputa rabbia e odio si sofferma un attimo solo a pensare a questo o al posto del cuore ha una carta fedeltà della Conad?
E ancora è proprio nata così merda o c’è diventata con la vita e se si che vita di merda ha fatto per ridursi così?
E se ha fatto una vita di merda quando è successo che si è arresa a tutta questa marea che montava nella sua vita invece di tirare su la schiena e ricacciarla indietro?
Qual è il momento zero dell’odio, dov’è il ground zero da cui si comincia ad odiare tutto e tutti.
Magari qualcuno dei miei contatti una risposta ce l’ha, magari lui quel momento l’ha passato e può rispondere.
Io continuo a tirarmi su e ricaccio tutta la merda ogni giorno e sarà per questo che non ho risposte.
