Al Presidente Conte …

Ce li siamo dimenticati Presidente Conte, ce li siamo dimenticati quei 500 poveri cristi in balia del caldo e del mare, bloccati dal suo ministro a largo dei porti italiani. Presi dalla frenesia del cinghiale padano di farle lo sgambetto, abbiamo perso di vista quei poveretti. Li abbiamo lasciati lì a cuocere nella graticola agostana del Mediterraneo, in attesa che in Parlamento si decidessero le sorti sue, del governo, della legislatura e di tutti noi in fondo. Ora però lei sta ancora lì, il cinghiale è sempre il suo ministro e quei poveretti stanno sempre sotto il sole.
Allora io vedo che lei è persona premurosa e attenta con chi ha bisogno, vedo che è stato a visitare degli anziani, leggo che ha chiamato la figlia di una signora che da mesi non la vede facendosi promettere una visita alla mamma.
Ecco allora se vuole la chiamo io per dirle che deve fare sbarcare quei 500 poveretti, che anche se neri, anche se di un’altra lingua, di un altra religione, hanno lo stesso cuore, lo stesso sangue, la stessa anima della vecchina la cui solitudine si è preso a cuore. Sono esseri umani come i vecchietti a cui ha fatto visita.
Allora la prego, abbia in questo suo mandato uno scatto di dignità, di umanità, di amor proprio e alzi il telefono per prendere a calci il cinghialone suo ministro, o se proprio non se la sente alzi il telefono e imponga al ministro Trenta il trasbordo su navi militari italiane di quei poveretti sotto il sole.
Li faccia trasbordare su gommoni, su traghetti civili, su barche da diporto, su pescherecci, ma li porti a terra cazzo!
Presidente, per il suo discorso alla camera ha scoperto di avere due coglioni e li ha tirati fuori , ecco lo faccia ancora e porti a terra quella povera gente.
Vedrà Presidente, potrebbe anche piacerle.
Grazie.

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