“Elogio delle mani sporche” Italo Arcuri

PRIMO MAGGIO, ELOGIO DELLE MANI SPORCHE

La fierezza sta anche nelle mani sporche. Portarle unte e bisunte non è onta. Nei tempi nostri persino il lessico ha stravolto i significati. Che tempi! Sensi e concetti di pregio vengono alterati in imbarazzo, nel migliore dei casi, e in disonore, nel peggiore. Nelle mani insozzate da usura c’è esistenza tirata, strappata ai giorni e levata agli anni. Ogni volta che le stringo al mio vecchio amico Carmine, che alla terra dà del tu, perché uomo che rispetta, senza reclami, la quotidiana fatica che “Iddio gli ha commissionato in campo”, quasi mi sento parte di un orgoglio. Il suo. Che è vanto di lavoro. E che è opera di vita.
Buon primo di maggio.

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Ammazzata

Oggi a Roma ne avete ammazzata un’altra.
Le avete fracassato il cranio con un peso da palestra, e stavolta non è un omicidio maturato tra giovani sbandati o di una coppia che viveva ai bordi della società.
Stavolta non ci sono le attenuanti generiche del disagio, stavolta è un dirigente di 55 anni, la mia età, che prende e al culmine di un litigio uccide la compagna.
Allora c’è qualcosa di più infido, di più perverso, di più devastante nella vostra mente, significa che non riuscite più a concepire l’amore, significa che nelle vostre teste esiste solo il possesso.
Perché l’amore arriva, infiamma, accalora, travolge, sconquassa, costruisce una persona nuova e può anche finire cazzo!
L’amore può anche non essere eterno, può accadere che come è venuto così finisce, può essere che l’amore non finisca ma le vostre strade vi separino, può accadere che l’amore ci sia tutto ma sia impossibile da vivere insieme.
Allora si soffre, si sta male, ci si sente dilaniati, frammentati, squarciati come se ci avessero strappato un pezzo di carne viva, ma si va avanti, si conserva nel cuore quell’amore e si cresce e si migliora, si va avanti sapendo che il bacio più bello, l’abbraccio più intenso, le notti più calde devono ancora venire.
Ma la possessione no, quella ce l’avete dentro come un cancro, proprio come i bambini hanno la possessione dei loro giochi, del loro spazio.
Quella è una malattia che vi impedisce di guardare il mondo e di guardare l’amore, quello è il vostro demone che vi brucia, il fuoco dentro non è l’amore, è il vostro inferno. La gelosia è il bisturi che vi separa dall’amore, la follia che vi brucia negli occhi è l’acido che rende una terra bruciata quel giardino fiorito che era il vostro amore.
O forse no, forse non l’avete mai provato l’amore, era solo desiderio, era solo sterile, osceno, volgare desiderio di prendere tutto dall’altro, compresa la sua vita.
E così oggi ne avete ammazzata un’altra.
Mi fate schifo.

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Omelete ai funghi

E stasera mi coccolo Omelette ai funghi :
si perché l’omelette non è “una specie di frittata” come diceva la mia povera mamma. No l’omelette è qualcosa di più, è la cugina nobile della frittata, è come un pranzo alla corte di Luigi XV, un carosello di odori e di morbidezza.
Dunque io prendo due padelle, in una metto a scaldare il burro e quando è sciolto metto la cipolla, mi prendo qualche secondo per assaporare il profumo della cipolla che imbiondendo sposa il burro e poi verso i funghi tagliati abbastanza sottili.
Vanno bene tutti i funghi, anche sei io adoro quelli in confezioni miste o i shiitake, quelli cinesi con la grossa testa tonda.
Una decina di minuti al massimo e saranno pronti, i gambi li taglio a parte, mi piace sentire il gusto del gambo che resta più duro rispetto al resto.Non li sfumo con il vino, voglio gustarmi tutto il loro sapore morbido e vellutato.
Intanto metto il burro anche nell’altra padella e lo faccio sciogliere mentre sbatto due o tre uova, non troppo però, non devono inglobare troppa aria, sale e pepe. A volte una abbondante spolverata di parmigiano rende l’impasto più saporito e un pizzico più nostrano.
Verso le uova nella padella e la muovo avanti e indietro per far prendere una bella forma tonda.
Poi con un lecca pentole sollevo i bordi per mantenerla libera dalla padella.
Quando il fondo si colora la parte superiore è ancora liquida ed è allora che metto i funghi, poi con molta attenzione con due lecca pentole la chiudo, piano piano, con calma, non la voglio spezzare.
Una bella spruzzata di prezzemolo fresco me la profumerà ancora di più.
Ecco ora me la gusto insieme ad una bella birra belga, magari non filtrata.
Buona cena amici.

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Pure Frida stanca

Caro Maestro, questa foto l’ho trovata e te la dedico volentieri, perché è troppo divertente, perchè si va be’
amore
dolore
tormento
turbamento,
scuotimento
soffrimento
sbattimento
accoramento
ma anche che due maroni,
ogni tanto trombamento.

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E se anche il Papa…

Facciamo un caso ipotetico, una domenica il vescovo di Roma dall’alto del pulpito in San Pietro esclama, “secondo me questa storia di Dio è tutta una balla, non ho le prove, ma mi sa proprio di inventato!”, che cosa pensate succederebbe? Pensate che i fedeli comincino a tirargli contro i breviari, i rosari, qualche scarpa? O pensate che escano dalla chiesa con il dubbio che abbia ragione?
Ora un magistrato dice in TV, quindi a tutti gli italiani, “Secondo me le ONG potrebbero essere finanziate dai commercianti di migranti, non ho riscontri però”
Nella frase c’è un secondo me, un condizionale e una negazione e che pensate che facciano gli italiani? Dicano quel magistrato avrebbe fatto meglio a stare zitto? No, grandi titoli e la frase diventa una verità, un’indagine in corso, un processo già fatto.
Ecco il magistrato non ha neanche la funzione o l’investitura sacrale del vescovo di Roma, no ma va in tv e spara questa ipotesi, perchè di ipotesi si tratta.
E tutti i fascisti a dire, bravo avete visto, noi lo avevamo già detto, bisogna lasciarli in mare!
Ecco forse il nocciolo è tutto qui, sparare sulle ONG per depotenziare se non annichilire l’accoglienza dei migranti.
Le parole sono importanti, altrettanto importante è il luogo dove vengono dette e per le ONG che vivono della fiducia della gente, soprattutto quelle piccole, il danno è incalcolabile.

Ma qui sparano tutti cazzate a vanvera, anzi sparano a vanvera per distrarci, l’obiettivo loro ce l’hanno ben chiaro!
Bastardi maledetti.

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Risotto alle fragole

Va be’, stasera risotto delicato alla fragola, riso tostato e sfumato con spumante brut, cotto in leggerissimo brodo vegetale che a metà cottura ha sposato le fragole fatte a pezzetti. Mantecatura col burro e grattugiata finale di parmigiano.

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Buona festa della liberazione

Il 25 aprile è il giorno in cui il Comitato Nazionale di Liberazione Alta Italia proclama l’insurrezione nazionale e ordina ai partigiani di attaccare le forze occupanti naziste e le forze regolari fasciste. Gli alleati erano giunti al Po e all’Adige, i nazisti e i fascisti della Repubblica di Salò erano in ritirata e per questo ancora più pericolosi.
Una delle divisioni britanniche era la “Brigata Palestinese” formata da circa 6000 militari ebrei provenienti dalla Palestina storica e altri provenienti dai paesi delle colonie britanniche. Non era una brigata di partigiani.
Lo dico perchè nel bailamme mediatico di questi giorni, qualcuno pensa che siano partigiani ebrei ai quali viene impedito di manifestare.
Non è così, ci sono stati ebrei italiani che hanno combattuto nelle brigate partigiane, che hanno ricevuto medaglie al valore per il loro impegno ma la brigata palestinese o ebraica come ribattezzata per non creare confusione era un’altra cosa.
Ancora una volta si butta nel calderone di tutto e di più, comprese le contestazioni degli anni passati da parte di esponenti filo palestinesi (quella attuale di Palestina, quella di Arafat per intenderci) per giustificare l’assenza della brigata.
Non voglio entrare nella questione, irrisolta, israelo palestinese, ma vorrei solo dire che il 25 aprile è o dovrebbe essere per gli italiani, una giornata di orgoglio nazionale, una giornata di riscatto, una giornata in cui ogni singolo italiano democratico (colui che riconosce la democrazia come valore universale, anche non appartenente al PD), ribadisce il valore della Repubblica nata da quell’atto di riscatto nazionale.
Ecco se esiste una differenza tra essere fascisti ed essere antifascisti, ed esiste, il 25 aprile va festeggiato tutti insieme, senza nascondersi dietro un dito perchè qualcuno ce l’ha più lungo di qualcun altro, perchè altri motivi non ce ne stanno!
Buon venticinque aprile di lotta e di liberazione.

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“Il 25 della liberazione” Italo Arcuri

IL VENTICINQUE DELLA LIBERAZIONE
In quell’aprile non fu dolce dormire

In quell’aprile non fu dolce dormire.
Addormentarsi voleva dire rinunciare.
Oziare significava desistere.
Occorreva impegnarsi, combattere, resistere.
Con schioppi in spalla e dritte schiene.
Il riscatto una fessura sempre più grande,
da dove far passare la liberazione.
I caduti la mesta orazione alla storia.
Morirono in tanti. Di molti si perse traccia.
I feriti più non si contavano.
Poi venne, finalmente, il venticinque.
E fu il sospiro di un sollievo,
l’alito di un affanno,
il riposo dopo il tormento.
Fu il volo di una piuma.
Le piazze si abbracciarono con baci e sorrisi.
Tornò la vita, sbandierata a piene mani.
I fiori si vestirono di vermiglio partigiano.
E da ultimo si schiusero anche i sogni…

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25 Aprile

Buona resistenza a tutti, oggi 25 aprile Festa della Liberazione.
Allora buon 25 aprile a tutti noi, perché niente è per sempre e tutto va conquistato giorno per giorno, contro ogni fascismo, contro ogni negazionismo, contro ogni tentativo di mettere sullo stesso piano chi si batte per la libertà di ognuno e chi la nega, per chi muore per un ideale di giustizia, per chi muore alla ricerca della verità, per chi muore solo alla ricerca di un mondo migliore.
Perché la resistenza non sia un fiore appassito sulla tomba di un nonno o di un prozio, ma sia una margherita che riempie la vita di tutti noi, anche dei più giovani, che in quest’Italia senza memoria storica non hanno non dico il senso della lotta partigiana, ma anche solo il senso di vivere in un paese libero. a meno che qualcuno non faccia un app per lo smatphone ovviamente.
E allora buona resistenza a tutti, a quelli della mia generazione a quelli delle generazioni precedenti, quelle generazioni per cui sentirsi dare del fascista era peggio che sentirsi dare del frocio, dico facciamo come gli uomini libro di
Fahrenheit 451, divulghiamo l’importanza, il valore, la necessità della conoscenza della storia del fascismo e della seconda guerra, della lotta per la libertà e oggi celebriamo questo giorno mettendo bene in chiaro che in quest’Italia il fascismo lo abbiamo sconfitto una volta e lo sconfiggeremo ancora, di qualunque colore sia, con qualsiasi sorriso si presenti, potrà avere tutte le più belle e accattivanti parole, ma noi prenderemo la mira ancora una volta.
Buona Festa Della Liberazione a tutti.

 

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Omofobia, fate outing.

“Buona sera, mi chiamo Mario e domani a casa mia facciamo festa, non solo perché è Pasqua, ma perché domani verrà anche il fidanzato di mio figlio maggiore.
No nessun errore sul genere dei sostantivi, mio figlio maggiore è omosessuale, mi farà conoscere il suo amore e faremo festa, perché magari stavolta ha trovato qualcuno che gli interessa davvero, dopo diverse storie di qualche mese. Per me è normale, è una cosa naturale essere felice perché tuo figlio è felice.
Magari qualcuno ci rimane male, magari qualcuno pensa “io non ho nulla contro di loro, contro questi diversi, però sai se fosse così anche il mio mi dispiacerebbe”. Ecco allora ditelo chiaramente, mi fanno schifo i froci, i culattoni, i pervertiti.
Ditelo senza parafrasi, senza frasi di convenienza, senza cercare di nascondere il vostro disagio, non vi vergognate a dire che siete omofobi.
No, vergognatevi di esserlo”
Mario sono io e do la buona Pasqua a tutti, anche a voi schifosamente normali.

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