Omofobia, fate outing.

“Buona sera, mi chiamo Mario e domani a casa mia facciamo festa, non solo perché è Pasqua, ma perché domani verrà anche il fidanzato di mio figlio maggiore.
No nessun errore sul genere dei sostantivi, mio figlio maggiore è omosessuale, mi farà conoscere il suo amore e faremo festa, perché magari stavolta ha trovato qualcuno che gli interessa davvero, dopo diverse storie di qualche mese. Per me è normale, è una cosa naturale essere felice perché tuo figlio è felice.
Magari qualcuno ci rimane male, magari qualcuno pensa “io non ho nulla contro di loro, contro questi diversi, però sai se fosse così anche il mio mi dispiacerebbe”. Ecco allora ditelo chiaramente, mi fanno schifo i froci, i culattoni, i pervertiti.
Ditelo senza parafrasi, senza frasi di convenienza, senza cercare di nascondere il vostro disagio, non vi vergognate a dire che siete omofobi.
No, vergognatevi di esserlo”
Mario sono io e do la buona Pasqua a tutti, anche a voi schifosamente normali.

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