“Il 25 della liberazione” Italo Arcuri

IL VENTICINQUE DELLA LIBERAZIONE
In quell’aprile non fu dolce dormire

In quell’aprile non fu dolce dormire.
Addormentarsi voleva dire rinunciare.
Oziare significava desistere.
Occorreva impegnarsi, combattere, resistere.
Con schioppi in spalla e dritte schiene.
Il riscatto una fessura sempre più grande,
da dove far passare la liberazione.
I caduti la mesta orazione alla storia.
Morirono in tanti. Di molti si perse traccia.
I feriti più non si contavano.
Poi venne, finalmente, il venticinque.
E fu il sospiro di un sollievo,
l’alito di un affanno,
il riposo dopo il tormento.
Fu il volo di una piuma.
Le piazze si abbracciarono con baci e sorrisi.
Tornò la vita, sbandierata a piene mani.
I fiori si vestirono di vermiglio partigiano.
E da ultimo si schiusero anche i sogni…

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