Tramonto

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“Nel tramonto al Pincio, gli occhi rossi cercavano i suoi”
(Romanzo d’amore in 10 parole)

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Dell’amore…

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Bevve il miele del ricordo,restò la sete di lei!
(Saudade in dieci parole)

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Se cambi il nome alle cose…

Fate in modo di cambiare nome alle cose così chiamate migrante economico o clandestino il fratello che arriva da lontano, spinto qui da guerre, maltrattamenti o solamente dalla fame, chiamate invasione quella che è una fuga, una diaspora, una disgregazione permanente di usi, costumi e culture.
Inventate parole nuove per mettere a posto la vostra coscienza o quel poco che ne resta, così con il codice etico potete bacchettare quelli a cui non frega un cazzo delle vostre convenzioni, ma importa e tanto che anche l’ultimo fuggitivo trovi la salvezza. Chiamate missione umanitaria il vostro andare laggiù per impedire che arrivino qui, che poi qui li vediamo tutti, vediamo gli uomini scheletrici, le donne che stringono bambini piccolissimi, i bambini e i loro occhi vediamo e magari ci mettiamo a pensare.
Cambiate nome alle cose e ci fottete giorno dopo giorno, ma se cambiate nome alla disperazione dei popoli, alla guerra, alla sofferenza non fottete solo noi, ma la nostra umanità.

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Cara Claudia,

Cara Claudia c’hai ragione, si c’hai ragione quando dici che c’hai un profilo troppo basso, sempre a parlare di migranti, poveri, gay e di poveri addirittura.
Scopro che c’hai ragione perché anch’io in fondo so’ così. Però un po’ me so’ rotto le palle, perché io e te semo due, loro quelli che li chiamano negri, froci e clandestini, so’ tanti, ma proprio tanti, so’ una marea nera che monta giorno dopo giorno inesorabilmente. Alimentata dalla crisi, dalle poche risorse e dalla mancanza dello stato vicino ai cittadini. Alimentata dai giornali che ormai so’ tutti schierati per gridare sempre e solo alla catastrofe, all’invasione, all’epidemia.
Allora sai che c’è, divento leghista, si perché proprio fascista non ce la faccio, non me se alza il braccio destro e non me rimane teso pe’ saluta’ i camerati.
Ma magari leghista, così posso scrive che i negri ci invadono, che i froci vonno diventà come le persone normali, anzi vonno diventa’ come i padani!
Posso pure scrive che tutti ‘sti parcheggi pei disabili so’ troppi, che pure noi leghisti dovemo parcheggia’, e posso pure scrive che tutto sommato ‘ste scuole per tutti, ma proprio tutti, pure quelli che non camminano bene, o che non capiscono proprio tutto, i disabili insomma, ma che ponno studia’ la storia della padania come uno normale?
Ecco si, me piace esse leghista, me piace ‘sto concetto de mondo riservato a pochi, a quelli che stanno bene, in salute, che so’ bianchi e la domenica vanno in chiesa a ringrazia Dio de avelli fatti così e ai poveri se fa’ l’elemosina e mica li devo pure sfama’ e cura’?!
Si bello ‘sto mondo fra quattro mura belle pulite dove nero è il colore dello sporco, dove le donne so’ tutte un po’ zoccole, tranne mi moje, mi madre e mi sorella, dove gli uomini si salutano con vigorose e maschie appunto, strette di mano.
Si vojo diventa’ leghista.
Che dici Cla’ ? Te fa schifo ‘sto mondo?
Te fa schifo quello che ho scritto?
Pure a me Cla’, me sa che rimango comunista, pure se sto’ da solo, come un giapponese lasciato dentro la giungla a guerra finita, pure se sarò l’ultimo a grida’ che semo tutti uguali e che tutti c’avemo diritto a ‘na casa, un lavoro, a fa cresce i figli in pace, e che non me ne frega niente se sei siriano, senegalese, o arabo, so nato pe’ consideratte mi’ fratello e così vojo mori.
Ciao Cla’ grazie pe avemme capito.

Il disegno è di Claudia Lalla Pastorboni che ne detiene tutti i diritti, io la ringrazio per regalarci queste emozioni in bianco e nero.

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Sorpresa

Si sorprese guardandola, lo sorprese a guardarla,ma non smisero.
(Amore in 10 parole)

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“E volo da te” di Maria Corrao

Si legge tutto d’un fiato questo libretto di Maria Corrao, parla di un amore nato e cresciuto sui social, ma che poi irrompe prepotente nella realtà dei due protagonisti e alla fine… ma il finale non ve lo posso svelare.
Si perché non solo è un bel libro d’amore che ti prende per mano e ti coinvolge con le avventure di Giada, 42enne alla ricerca dell’amore se non perfetto almeno perfettibile, ma è anche un giallo, un intreccio di situazioni e di flash back che ti costringono a stare concentrato sulla storia, sui salti indietro e in avanti, a leggerlo tutto fino all’imprevisto finale.
Ma è anche una piccola luce accesa sulla cultura araba, sui modi di vivere la famiglia e il matrimonio in quella società, senza pregiudizi o luoghi comuni, ma con gli occhi di una donna che vorrebbe entrarvi in punta di piedi per essere vicina al suo amore.
Insomma un libro che con un linguaggio moderno ed asciutto ci racconta una storia dei giorni nostri, dove la connessione costante e continuata è la caratteristica se vogliamo della nostra solitudine e del nostro timore ad affrontare quell’emozionante avventura che è conoscere una persona nuova, quando ne vale la pena ovviamente.

“E volo da te” di Maria Corrao  Eretica Edizioni.

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Odio al supermercato…

Io li odio, si li odio, no non è che mi stanno un po’ sulle palle, li odio proprio.
No, non i fascisti, neppure gli xenofobi, neppure quel capoccione vuoto e pelato che ieri menava le mani fuori dal parlamento.
Io odio quelli che si accampano al supermercato.
Si loro, proprio loro, quelli che te li ritrovi con il carrello che invade mezzo corridoio e marito e moglie nell’altro mezzo che discutono su quale yogurt comprare se con lo 0,1 o lo 0,05 di grassi.
Odio quelli che stanno a rigirarsi una bottiglia di barbera in offerta speciale a 0,89 centesimi, ma che ti rigiri che a quel prezzo l’hanno fatto coi pennarelli il vino!
Odio quelli che lasciano il carrello davanti al banco della carne e si accampano davanti alla frutta indecisi tra l’albicocca e il fico d’india.
Odio quelli che al reparto pane chiedono alla commessa di dove è il pane, da dove arriva, se è cotto a legna, la via del forno e poi lasciano perdere perché è troppo cotto, no forse poco cotto.
Ma più di tutti quelli che odio già, più di tutti sono quelle signore che bivaccano alle casse, quelle che arrivano con due carrelli due, e mentre la cassiera passa gli acquisti, loro chiacchierano al cell. e poi arriva il conto e loro aprono la borsa e dalla borsa tirano fuori il borsellino e dal borsellino tirano fuori un portafoglio e lo aprono e tirano fuori i soldi di carta e li danno alla cassiera, e chiudono il portafogli e tirano fuori un’altra borsettina minuscola minuscola che sembra quella di Barbie e la aprono e tirano fuori i soldi spicci e li contano, e li danno alla cassiera…
Intanto fuori il mondo è andato avanti per conto suo, abbiamo già costruito la nostra astronave che viaggia a velocità luce e tra poco arriverà Spock con i vulcaniani per il nostro primo contatto e io sto’ qui, dietro a questi accampati al supermercato.

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Tenerezza

L’abbracciò da dietro improvvisamente, si senti avvolta,s’abbandonò!
(Tenerezza in dieci parole)

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Ai miei figli

Nel giorno di oggi del 2001 nasceva il mio secondo figlio Valerio.
A lui che porta nel nome il coraggio e la forza ma anche a Francesco Saverio, guardandoli crescere giorno dopo giorno posso solo dire grazie per essere come sono.
Vostro padre non ha grandi consigli da darvi, fate già bene da soli, ma un paio di cose ve le devo dire, perché sono quelle che avrei voluto mi dicesse il mio preparandomi alla vita.
La prima è “non permettere a nessuno di dirti che non sei in grado di fare qualcosa, neanche a me”, la seconda è che nessun muro sara mai troppo alto per essere scalato, nessuna montagna sarai mai troppo impervia da impedirvi di arrivare in cima.
Lasciate che le vostre gambe camminino sempre e comunque per le vostre idee, per i vostri sogni, alzatevi ogni mattina andando incontro ai vostri desideri, non cercate il successo o il denaro vivete invece cercando la vostra felicità, cercatela volendovi bene ogni giorno, ogni ora, ogni istante e se ve ne vorrete sarete in grado di amare gli altri.
Amatevi e amate la vostra vita, per quanto splendente o dura potrà essere, avrete sempre dentro di voi la forza per affrontare le difficoltà e sconfiggere i vostri demoni, apprezzate le belle persone, ma apprezzate anche chi vi farà del male vi aiuterà molto di più un solo no che mille si.
Amate chi vi sarà vicino, ma ancora di più chi andrà via, perché vi regalerà la dolcezza del ricordo, apprezzate chi vi elogerà sinceramente, ma ancora di più chi vi criticherà, anche duramente, perché vi farà riflettere e vi consentirà di crescere.
Godetevi i vostri anni e goditevi ogni giorno per tutti i giorni, perché in un baleno ne avrete il doppio, ma voi guardate sempre avanti perché a guardarsi indietro c’è sempre tempo.

*La frase è presa dal film “La ricerca della felicità” la foto l’ho fatta io nel 2010 siamo sul molo di Callais e Valerio scala la passerella.

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Incastri

Dormivano abbracciati la notte muovendosi sincroni, erano l’incastro perfetto.
(Le notti in 10 parole)

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