Io li odio, si li odio, no non è che mi stanno un po’ sulle palle, li odio proprio.
No, non i fascisti, neppure gli xenofobi, neppure quel capoccione vuoto e pelato che ieri menava le mani fuori dal parlamento.
Io odio quelli che si accampano al supermercato.
Si loro, proprio loro, quelli che te li ritrovi con il carrello che invade mezzo corridoio e marito e moglie nell’altro mezzo che discutono su quale yogurt comprare se con lo 0,1 o lo 0,05 di grassi.
Odio quelli che stanno a rigirarsi una bottiglia di barbera in offerta speciale a 0,89 centesimi, ma che ti rigiri che a quel prezzo l’hanno fatto coi pennarelli il vino!
Odio quelli che lasciano il carrello davanti al banco della carne e si accampano davanti alla frutta indecisi tra l’albicocca e il fico d’india.
Odio quelli che al reparto pane chiedono alla commessa di dove è il pane, da dove arriva, se è cotto a legna, la via del forno e poi lasciano perdere perché è troppo cotto, no forse poco cotto.
Ma più di tutti quelli che odio già, più di tutti sono quelle signore che bivaccano alle casse, quelle che arrivano con due carrelli due, e mentre la cassiera passa gli acquisti, loro chiacchierano al cell. e poi arriva il conto e loro aprono la borsa e dalla borsa tirano fuori il borsellino e dal borsellino tirano fuori un portafoglio e lo aprono e tirano fuori i soldi di carta e li danno alla cassiera, e chiudono il portafogli e tirano fuori un’altra borsettina minuscola minuscola che sembra quella di Barbie e la aprono e tirano fuori i soldi spicci e li contano, e li danno alla cassiera…
Intanto fuori il mondo è andato avanti per conto suo, abbiamo già costruito la nostra astronave che viaggia a velocità luce e tra poco arriverà Spock con i vulcaniani per il nostro primo contatto e io sto’ qui, dietro a questi accampati al supermercato.
