Fate in modo di cambiare nome alle cose così chiamate migrante economico o clandestino il fratello che arriva da lontano, spinto qui da guerre, maltrattamenti o solamente dalla fame, chiamate invasione quella che è una fuga, una diaspora, una disgregazione permanente di usi, costumi e culture.
Inventate parole nuove per mettere a posto la vostra coscienza o quel poco che ne resta, così con il codice etico potete bacchettare quelli a cui non frega un cazzo delle vostre convenzioni, ma importa e tanto che anche l’ultimo fuggitivo trovi la salvezza. Chiamate missione umanitaria il vostro andare laggiù per impedire che arrivino qui, che poi qui li vediamo tutti, vediamo gli uomini scheletrici, le donne che stringono bambini piccolissimi, i bambini e i loro occhi vediamo e magari ci mettiamo a pensare.
Cambiate nome alle cose e ci fottete giorno dopo giorno, ma se cambiate nome alla disperazione dei popoli, alla guerra, alla sofferenza non fottete solo noi, ma la nostra umanità.
