Sulla strada…

Lo capisco subito che non si fermerà allo stop, quei fari avanzano troppo veloci e costanti, penso che devo restare vigile, essere preparato il più possibile, che stavolta rischio di non raccontarla e mi voglio ricordare tutto, fino all’ultimo secondo.
Poi quei fari mi sono addosso, sento il botto, lo schianto, il boato, la lamiera ferita contorcersi sforzandosi di resistere, sento l’odore della polvere nera che fa esplodere gli airbag e la sensazione di volare con la macchina che scivola sulla strada. Un mezzo giro leggero come un minuetto mentre un dolore improvviso e lancinante mi blocca il petto, mi toglie il fiato.
Poi in un attimo solo il silenzio, le grida di Margherita dietro, sbatacchiata sul divano posteriore, la preoccupazione di mia sorella che chiede se ci siamo fatti male.
Ma io non riesco a rispondere, nelle orecchie il fischio dell’airbag, il petto ancora immobile e questo dolore che non conosco.
Mi piego sul sedile, cerco di respirare, mi porto le mani al petto ma il braccio destro mi fa male, cerco di tirarmi su, mi riprendo, non posso uscire perché il mio sportello è entrato di una ventina di centimetri nell’abitacolo, a fatica scavalco ed esco dal sedile del guidatore, sono piegato in due, cerco di tirarmi su.
L’altro autista si è precipitato fuori a vedere se qualcuno si è fatto male, mia sorella mantiene il sangue freddo e capisce che doloranti ma stiamo tutti bene, un signore coi capelli grigi fermo allo stop con un vecchio pandino ha visto tutto, scende per soccorrerci. Si informa di come sto, torno a respirare regolarmente e mi rendo conto che lo sportello mi ha schiacciato il braccio contro il petto, ho dolore ma sto bene, stavolta sono vivo.
Questo non è un racconto inventato, questo è quello che è successo mercoledì 4 luglio alle 23.20, quando ad Albano, un signore con il figlio in macchina ha pensato di non fermarsi allo stop e ci ha preso in pieno, me, mia sorella e mia nipote.
Lui ha continuato a scusarsi e a dire che per fortuna è andata bene, finché alla fine non lo fermato in malo modo.
Quello che vorrei dire a tutti è quello che ho detto a lui, in macchina può accadere di tutto, nello spazio di un secondo decidi di tirare dritto allo stop e quel secondo ti può pesare come un macigno se ammazzi qualcuno, se lo costringi tutta la vita su una sedia a rotelle o con un arto artificiale. In macchina i tempi di reazione sono di frazioni di secondo, più vai veloce, meno rispetti le regole più si accorciano quei tempi di reazione.
Ecco vale la pena ignorare lo stop per arrivare a casa due o tre minuti prima?

Ricordiamoci che quando lo facciamo ci stiamo giocando il futuro.

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