Dell’inutilità della pena.

Ieri il Presidente Conte nel suo discorso al Senato ha parlato di inasprimento di pene per i reati contro le donne ed è stato l’unico passaggio sul tema della parità di genere di un governo in cui sono scomparse la pari opportunità.
Poi i five stars ci criticano se diciamo che questo è un governo di destra, si perché anche sul tema della giustizia denunciano tutta la loro dipendenza da una visione repressiva e castigatoria che parla alla pancia della gente, del popolino, infatti si vantano di essere populisti, non popolari (bravo Martina, applausi)
Perché il cambiamento sarebbe reale se Conte avesse proposto una legge come quella che il 1 luglio sarà in vigore in Svezia, dove il confine tra molestia e stupro viene abolito e diventa violenza qualunque atto non esplicitamente approvato dalla donna, dove se non sei sicuro ti fermi, non vai avanti e ci provi, come nell’italica maschia convinzione si fa.
Perché non sarebbe solo una legge, ma un cambiamento culturale, una svolta sociale che darebbe un segnale a tutti,così come quando in Svezia furono proibite per legge le punizioni corporali sui bambini e cambio il modo di vedere il rapporto educatore ed educato.
Ma è più facile promettere l’inasprimento delle pene, come se servisse da deterrente il sapere che invece di 5 anni te ne fai 10 per evitare di molestare, stuprare o tagliare qualche gola di ex moglie o ex fidanzata.
Ma qui da noi è così e niente cambia anche se tutto sembra cambiare e d’altra parte con quell’inquisitore di Santa Romana Chiesa, quel Torquemada del Ministro Fontana, che svolta progressista vuoi dare, allora meglio agitare manette e cappi nel puro stile leghista, minacciare i ceppi e la gogna, i lavori forzati e la castrazione chimica, che tanto poi a processo, tra la vergogna delle vittime e la tracotante indecente sfrontatezza dei carnefici, una scappatoia, uno sconto di pena, un non luogo a procedere ci sta sempre.
Ecco non è che si è di destra o sinistra per diritto di nascita, si è per le politiche che si fanno, per le parole che si spendono, per come di fronte ad un fenomeno, la violenza di genere, si cerca una risposta.
Hasta la victoria compagni!

Questa voce è stata pubblicata in Sulle donne. Contrassegna il permalink.