“Bisogna vedere anche cosa succede quando la persona che dice si al momento poi afferma di aver detto no!”
“Arriveremo che non lo deve dire… ma scrivere con atto notorio e marca da bollo!”
“prima di andare a letto si va dal notaio per certificare la volontà, ma se nel tragitto dallo studio notarile alla propria abitazione si cambia idea che succede?”
“Se dice ni? Occorre interpellare un avvocato. Subito. “
“… bisognerebbe prima del momento sessuale videoregistrare o firmare un contratto sessuale, meglio se esplicitando gli atti e le posizioni da eseguire…”

Questi virgolettati sono alcuni dei commenti apparsi sotto un post di una mia cara amica dove riportava la notizia che anche in Spagna è stata promulgata una legge che stabilisce essere necessario un consenso esplicito per avere un rapporto sessuale, dove per rapporto si intende qualsiasi atto di natura sessuale.
Io credo che non ce la possiamo fare, perché questi sono alcuni, ma migliaia di questi post compaiono sempre e ovunque si parli di molestia. Poi certo tutti a stigmatizzare situazioni moleste o a condannare la violenza dello stupro, ma ce ne fosse uno che scrivesse ‘meno male che qualcuno ha messo un punto’.
Che qualcuno ha stabilito che o ti dice di si o la stai violentando!
Che qualcuno ha sancito una volta per tutte che se lei accetta una pizza, un aperitivo, un caffè non necessariamente sottintende che te la darà.
Che qualcuno ha scritto che se la palpeggi, la strusci, la stringi e non ti ha precedentemente detto si, le stai facendo violenza.
Non è difficile capire se una donna prova simpatia, interesse, attrazione, se vuole limitarsi all’amicizia o è disposta ad andare oltre. Perciò queste scuse, queste facili ironie su una legge per me sacrosanta, sono solo l’ennesimo tentativo di un sistema patriarcale e maschilista di buttare la palla in tribuna.
E non mi venite a dire che sta nel gioco dei ruoli una certa spavalderia, strafottenza, un maschio approccio alla conquista (ora vomito!) perché perpetrate solo una supremazia sessista che spesso a chi ne è oggetto, porta fastidio e imbarazzo.
Io spero che presto anche in Italia si possa avere una legge così.