Se ti fermi a pensare.

Attraverso questa vita da 56 anni e qualche mese, tranne pregiudicato posso vantare diverse definizioni e stati civili nel mio CV, come orfano, divorziato, separato, bella persona, intelligente, inconcludente, testa di c@@@@o, stro@@o, zecca, programmatore, sistemista, web master, scrittore, poeta, analfabeta funzionale, pragmatico, sognatore e mi fermo perché qualcosa la scordo e vi lascio il piacere o il sadico divertimento di scriverlo nei commenti. Attraverso questa vita cambiando un paio di scarpe e un treno di gomme all’anno, bevo birra, grappa liquore di mirto di pessima qualità e sto attaccato al mio toscano come un sub al suo boccaglio.
Ho conosciuto bravissime persone ed emerite teste di minchia, a tutti ho donato un sorriso e pochi li ho mandati a cagare, quando ho sbagliato me ne sono pentito e non ho avuto esitazione a chiedere scusa. Ho preso in mano il mio karma, ho cercato e cerco di migliorarlo giorno dopo giorno, passo dopo passo. Certe volte rido anche da solo alle mie battute, ma più spesso piango per il vento e la pioggia che mi remano contro in questa traversata. Mi porto strette nel cuore alcune cose, preziosissime, l’onestà di mio padre, le carezze di mia madre, i miei figlioli, l’amicizia di alcune persone speciali, l’amore che ho dato, anche quando non è tornato e l’amore che non ho potuto dare, perché sempre di grande amore parliamo.
Vado avanti ripetendomi ogni giorno che la distanza che separa lo zero dall’uno è maggiore di quella che separa l’uno dal cento, che nessuna vetta è troppo alta per essere raggiunta, che nessuno può dirmi che non ce la posso fare e che comunque vada non ne uscirò vivo e allora cerco di vivere ogni giorno tutti i giorni, di prendere le cose belle fosse anche per un minuto e anche se mi scivolano tra le dita come sabbia, quando qualcuno mi cerca non dico mai che non ho tempo e anche se non vi chiamo da un po’ vorrei dire che vi penso sempre.
Perché questa lunga sbrodolata di parole in questo venerdì pomeriggio?
Forse avevo tempo, forse avevo un peso, forse volevo dire qualcosa, chissà, forse era semplicemente troppo forte la birra a pranzo.
Hasta la victoria compagni!

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