Sono giorni confusi, drammatici, pieni di odio e di rabbia, giorni in cui scrivere di qualsiasi cosa diventa una scalata alla montagna di orrori e brutture che ci circondano quotidianamente.
Allora comincio da una notizia piccola piccola per i media, ma grande come una cattedrale per la mamma e il papà e tutte le persone che le volevano bene, di una ragazza che ieri sera è morta investita a Frosinone.
Di lei hanno solo scritto che era giovane, di colore scuro ed era una prostituta. Ora una disgrazia può sempre capitare e sembra che l’investitore si sia fermato a tentare di soccorrere la Signora investita, così come dovrebbe essere. Si non ho scritto male, ho scritto proprio Signora con la S maiuscola, perchè solo lei e le persone che l’hanno amata sanno del peso che nella sua vita portava, solo chi la conosceva come Donna sa che cosa poteva albergare nel suo animo, la sofferenza con cui tutte le mattine affrontava un altro giorno, buio come tutti gli altri, incerto e terribile come solo i giorni all’inferno di questa nostra società possono essere. Merita tutte le nostre lacrime e tutta lo nostra pietà, non sguaiati commenti anche da parte di donne, non pelosa pietà o parole di circostanza. Ne muoiono tante ogni anno, vittime di papponi, clienti, incidenti, non fanno notizia, al massimo meritano che poche righe in cronaca. Oggi nello scrivere del brutto di questi tempi, lascio il mio pensiero a lei, sconosciuta donna venuta chissà da dove a trovare la morte a Frosinone, coperta da un bianco lenzuolo sul ciglio di una strada qualsiasi di questo nostro crudele paese. Come ha scritto un’altra Signora nei commenti di una mia amica “Diamoci la mano”.
#Diamocilamano