Ero in Francia, ero con Valerio, eravamo in un posto che si chiama “La Cupola” una base tedesca della seconda guerra mondiale da dove i nazisti sparavano le V2 su Londra. La prima foto mostra il marchio cucito sui vestiti degli Ebrei e il frustino con cui i Kapò frustavano i deportati a lavorare in quei sotterranei. La seconda riporta i nomi dei deportati della zona di Calais e di cui non si è saputo più nulla.
Davanti a quella stella gialla Valerio mi ha chiesto perché delle persone dovevano portare una cosa così,
gli ho parlato della Shoah, delle persecuzioni, dei campi di concentramento, della cattiveria e della bestia nera dentro di noi, pronta a cancellare secoli di progresso e cultura. Nella seconda foto quello che non si vede, sono le nostre lacrime, di fronte a quelle centinaia di nomi, di date, di vite rubate per sempre.
Oggi Valerio è un uomo ormai, e lui e Francesco sanno. Sanno perfettamente da che parte stare.
Grazie a me, per aver avuto la costanza e la caparbietà di insistere su certe cose.
Da quel viaggio nella storia sta nascendo un libro, il mio primo.
Scusate ma ogni tanto una pacca sulla spalla me la merito.
Foto mie, 10 Agosto 2010
Le Coupole
Rue André Clabaux, 62570 Wizernes, Francia