“Che poi diciamoci la verità, per amarla tutti i giorni dell’anno, tutti gli anni che verranno, si dovrà continuare a fare rafting tra le pieghe del suo carattere.”
Centro Anti violenza Parma
Buongiorno Amici, questa mattina vi auguro una buona giornata con questo video che secondo me è bello e ci fa riflettere (sempre che lo vogliamo).
Credo metta l’accento su alcune cose che presi come siamo dalla brutalità di quello che succede in questi giorni non notiamo. La prima che ho notato è che dalle piccole mancanze di rispetto verso una ragazza alcuni uomini cominciano a spostare il loro personale limite di rispetto verso l’altro sesso, per esempio nessuno ragazzo da dello stronzo ad un altro se non è pronto ad affrontarlo anche fisicamente, con le ragazze no, gli dai della zoccola perché sai che farà finta di non averti sentito, e tu ti senti più forte, più emancipato, più figo, ti senti di appartenere al branco.
E una volta che cominci a spostare il limite il punto di arrivo dipende da fattori che sono talmente radicati in te che non li capisci. Dipende dalla tua capacità di autocontrollo, di fermarti in tempo quando una discussione con lei si accende troppo. Dipende da quanto hai visto maltrattare tua madre da tuo padre e l’hai considerato normale, dipende da quanto sei frustrato dalla tua vita, dai tuoi problemi. Dipende da quanto pensi veramente che le donne siano come gli uomini, da quanto hai pensato che lei fosse la Madonna o la più grande zoccola del mondo. Dipende da quanto pensi che lo puoi fare perché così fanno tutti, perchè in fondo una pacca sul culo piace a tutte le donne, sentirsi gli occhi addosso, sentire un po’ di sano vigore maschile.
Ecco se cercassimo di educare e di educarci a non spostare questo limite, se ogni uomo guardasse una donna qualsiasi, indipendentemente dalla lunghezza della propria gonna o dalla scollatura della propria camicia, se la guardasse come guarderebbe un altro uomo, allora, e solo allora ci saremmo incamminati su un sentiero stretto e ripido del rispetto verso le donne e della crescita culturale della nostra società.
https://youtu.be/l6j-XWxd0ho
Sara bruciata viva.
Io sinceramente eviterei di puntare l’indice sui due disgraziati che transitando su via della Magliana (dico via della Magliana!), non si sono fermati a prestare aiuto o hanno telefonato alle forze dell’ordine. Hanno le loro colpe se non fosse altro per omissione di soccorso.
Chiederei a tutti di concertarsi sul fatto che è accaduto, e cioè che un adulto di 27 anni sia andato a compare della benzina, l’abbia fatta mettere in un contenitore con lo scopo evidente di attuare il suo piano criminale. Non stiamo parlando di un atto compiuto a seguito di uno scatto d’ira, non parliamo di una lite finita in malo modo. Parliamo di un femminicidio premeditato, studiato e messo in atto con l’intento di uccidere la donna che l’aveva lasciato.
Allora usiamo le parole giuste, questo è un assassino, perso dentro la sua spirale di odio che giorno dopo giorno gli ha fatto maturare il suo piano omicida e glielo ha fatto mettere in pratica. Ma possibile che nessuno si sia accorto della violenza che cresceva in lui? Dell’odio e del disprezzo che giorno dopo giorno montavano?
Resto attonito e sgomento dinanzi a certi fatti e alla evidente solitudine in cui maturano.
Stazione.
E Mario stava lì,in piedi sul bordo del marciapiede ad aspettarla, scrutando i binari, cercando da lontano il treno. Perché era così e non poteva fare altro, quell’emozione non la poteva soffocare, né spegnere, gli bruciava il sangue, gli contorceva le viscere, gli infiammava il petto.
Respirava l’aria intorno a se cercando il suo profumo, e gli echi della sua giornata, rubati dalle foto dei conoscenti e dai discorsi degli amici, gli avvampavo il petto di gelosia per saperla bella, per saperla donna, per saperla femmina anche senza di lui.
Perché così è la vita.
Loro erano e si amavano perché erano per loro due, vivi, intrepidi e indomiti, amanti di contrabbando di una vita attesa da una vita, che ora in mezzo a quei binari li riportava a loro stessi, al loro noi ancora una volta.
E l’aria che sapeva di traversine e di ferro gli rendeva piacevole l’attesa che era già emozione di lei.
Poi l’altoparlante annuncio il treno, il marciapiede si animò dei viaggiatori in attesa, il treno apparve in testa al binario.
Il sorriso allargò il suo volto e l’anima si allagò di emozione
Terremoto del cuore.
Non cercavo una donna qualsiasi, una di quelle che ti danno una scossa del 3 grado Mercalli, che ti fanno cadere un cornicione o un po’ di intonaco, io cercavo una donna da decimo grado della scala , una di quelle che ti cambiano l’orografia del cuore.
8 marzo
Domani è l’otto marzo e vorrei fare gli auguri a tutte le donne che conosco e a tutte le altre che non conosco.Non vi dirò che siete l’altra metà del cielo, perché indicherei una divisione e non credo si sia divisi, noi di qua e voi di la, no. Non vi dirò che siete tutte speciali, anche se in ognuna di voi trovo un particolare, un guizzo, una smorfia, uno sguardo che vi rende uniche,
Ma una cosa in questa serata ve la dico sinceramente, avete tutta la mia ammirazione e tutto il mio rispetto per come vivete con semplicità ed umiltà la vostra vita, per come silenziosamente portate avanti il vostro lavoro, la vostra casa, per come curate i vostri figli, i vostri compagni, per come a volte rinunciate a voi per loro. Ecco allora pensando a voi e a qualcuna di voi che conosco meglio e a cui voglio un sacco di bene io vi faccio tanti auguri, perché domani gli uomini si rendano conto svegliandosi che meritate rispetto, sia che portiate le vostre logore pantofole e le calde tutone da casa, sia che indossiate una minigonna e un tacco dodici, che voi siate a fare la spesa, o al lavoro o in piscina ad aspettare i vostri piccoli campioni, tutti, ma proprio tutti i maschi si rendano conto domani che siete delle Persone, siete delle Anime, che in ognuna di voi alberga un Budda che magari deve ancora prendere coscienza di se, ma che c’è.
Che domani i vostri padri, fratelli, mariti, compagni o colleghi di lavoro vi guardino e vedano in voi la quotidiana fatica del vivere da donna in un mondo pensato, realizzato, mantenuto e governato da uomini.
Grazie a tutte voi e tanti auguri per l’8 marzo


