Stamattina due piccole considerazioni di logica, tanto per tenere allenata la testa, dedicate a tutti quelli che incolpano untori vari se il virus continua a correre. Quelle due cartine in foto, gentilmente pubblicate qualche giorno fa dalla mia amica Elena Mazzoni che ringrazio, mostrano a sx la diffusione del contagio e i relativi decessi, a dx la mappa delle attività produttive di questo paese.

Salta agli occhi, anche di quelli in buonissima malafede, come le due cartine siano sovrapponibili e come l’asse lombardo veneto rappresenti il motore industriale di questo paese.
Da sole, infatti, rappresentano il 45-50% della produzione industriale di questo paese.
La Lombardia è la regione più popolosa d’Italia, più densamente popolata, con più strade, ferrovie, fabbriche, uffici d’Italia, è uno dei 4 motori economici d’Europa, da sola produce un quarto del PIL del paese.
Ora se usciamo dalle statistiche e dai trofei, dobbiamo riconoscere che in Lombardia ci sono più operai (si gli operai, quelli con la tuta blu, che a turno entrano in fabbrica di notte o all’alba, quelli delle lotte operaie, ve li ricordate?), che ogni giorno sono costretti a spostarsi, costretti cioè obbligati, quelli che che per 1.100 / 1.300 euro al mese sfidano il Coronavirus e fanno il loro dovere, insieme a macchinisti, autisti, camionisti e addetti alla logistica (tutte categorie della lotta di classe). È fisiologico, allora, che in quelle zone il virus faccia numeri da guerra termonucleare globale. Non sono i runner o i poveretti che per fuggire da un 41bis dentro 40 metri quadri al Tiburtino o a Colli Aniene, fanno il giro del palazzo fumandosi una sigaretta, a spandere il virus.
Ancora una volta, come sempre, non siamo tutti uguali in questa emergenza, l’isolamento non appiana le differenze, la malattia non mette sullo stesso piano padroni ed operai.
Qualcuno dirà che faccio un comizio, che rispolvero la lotta di classe in un momento in cui bisognerebbe essere tutti uniti, va be’ forse è vero. Ma quando l’emergenza sarà passata, ricordiamocene prima di dire che non c’è più la destra e la sinistra.
Hasta la victoria Compagni!