Fin qui tutto bene Compagni.

Fino qui tutto bene, fino qui tutto bene, tra un giro di valzer e una polka nasce dopo 3 mesi il primo governo a trazione destra, molto destra, talmente destra che all’economia va un ministro a cui va bene l’aumento dell’iva per finanziare la flat tax, come dire prendo un po’ a tutti per dare tutto a un po’. Talmente destra che spariscono le pari opportunità (per chi per cosa?), per far posto al ministero della famiglia e della disabilità, che già nel nome sancisce la differenza tra chi cammina sulle sue gambe, magari portando a spasso una testa di c. (abile) e chi invece usa una carrozzina (disabile), ma pari opportunità era troppo sinistrorso e andava normalizzato.
Talmente destra che all’interno (singolare perchè è uno solo) va uno che voleva spianare i campi rom con la ruspa, ripulire casa per casa il paese dai negri (si si negro, lui bianco tu negro e zitto!) ma per fortuna non invoca più l’eruzione del Vesuvio, visto che ora dovrebbe gestire l’emergenza nazionale che si creerebbe.
Talmente destra che il ministro per l’Europa da ancora dei nazisti ai germanici che non potendo più conquistare militarmente l’Europa la comprano a colpi di spread.
Ma fino a qui tutto bene, l’orchestra suona le note del Va pensiero, tanto caro ai leghisti, mentre i grillini stappano nostrani prosecchi per brindare al loro ingresso nella stanza dei bottoni da dove scriveranno la storia del cambiamento.
Intanto festeggiano il fatto che loro, vincitori politici delle elezioni per numero di voti, sono riusciti nell’impresa di diventare sussidiari del terzo partito, mentre quello arrivato secondo, il PD, sta in balconata a mangiare pop-corn, ma hanno scordato le bottigliette d’acqua e per la sete sono diventati afoni, 90 giorni di irrilevanza politica.
Fin qui tutto bene, ora mentre loro lavoreranno per noi, cerchiamo almeno di capire che fare, scindere ancora il PD tra un fronte repubblicano e un centro sinistra che sia più sinistra che centro e guardi a LeU e alla galassia a sinistra, o fare un congresso vero, che legittimi un segretario vero, che dica cose vere, che magari a noi compagni non piacciono, ma che le dica, perché questa diarchia costante del segretario dimissionario e segretario reggente non si sopporta più e fa male a tutti.
Fino a qui tutto bene e mentre le note del va pensiero scivolano sul O ti inspiri il Signore un concento che ne infonda al patire virtù, prepariamoci intanto a festeggiare il due giugno giorno di natale di questa nostra repubblica, con la voglia di pungere la destra sui fatti e non sui fake.
Hasta la victoria.

https://www.youtube.com/watch?v=e1JkhNOcXGo

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