Della glorificazione di Craxi.

Se la matematica non è il vostro forte non leggete oltre.
Volevo dire una cosa ai giovani di oggi, diciamo a quelli sotto i 40 e a quelli che, come me, erano già grandicelli negli anni ’80.
Non date retta a chi vi racconta che quelli furono anni fantastici, non gli credete neanche un po’.
Di quel decennio io salvo poche cose, la coppa del mondo del 1982 in Spagna, il Presidente Sandro Pertini, Gorbacev, la Perestrojka, la caduta del muro di Berlino, la fine della dittatura in Cile.
Per il resto varrebbe la pena premere il rewind e ricominciare dal 1 gennaio 1980.
Perché quelli furono gli anni della lira che precipitava sui mercati internazionali, furono gli anni in cui ci siamo indebitati oltre ogni limite economicamente sostenibile, dando a garanzia il vostro futuro con la crescita senza controllo del debito pubblico.

Furono gli anni in cui tutto ci sembrava possibile e il futuro era un tappeto rosso steso ai nostri piedi.
Gli anni della Milano da bere, dove un partito che arrivava al suo massimo nel 1987 con il 14% di consenso elettorale, metteva sistematicamente in piedi congressi e convegni faraonici, con scenografie curate da architetti illustri, mentre i suoi dirigenti lucravano tangenti su tutto, anche sui vecchietti di Milano (Il Pio Albergo Trivulzio docet).
Furono gli anni dell’avvento di Berlusconi e delle sue TV, che da lì in poi sarà l’artefice del rincoglionimento generale al moto di “Il pubblico italiano non è fatto solo di intellettuali, la media è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco… È a loro che devo parlare”.
Un uomo su tutto ciò ha segnato, consentito e favorito tutto questo, Bettino Craxi e oggi non date retta a chi vi dice che fu un grande statista.
Probabilmente fu un grande politico (con la p minuscola), uno che sapeva fiutare il vento e cambiare strategia per mettersi a caccia dei voti e del consenso, uno che è morto latitante, non esule, condannato in via definitiva in Italia per appropriazione indebita, tangenti e qualche altra cosa.Ma era anche uno che aveva una visione liberista ed arrivista del futuro, distante dai valori della sinistra di ieri, di oggi e di domani.
Ci sembra grande oggi che viviamo in un circo popolato da nani e vallette scosciate, in cui basta mettere insieme “kasta”, “privilegio”, “ladri” per ottenere il 35% dei consenti ed essere eletti, o peggio, vomitare odio su tutti, migranti, donne, avversari per sperare di esserlo. E sinceramente, questi politici sembrano tanti bambini piccoli che dicono cacca, piscia, vomito e ridono a crepapelle.
E non vi annoierò ancora dicendovi che in quegli anni scoppiò il caso della loggia P2, con i gangli vitali dello stato, politica, magistratura, finanza e stampa, infettati da questo morbo che ancora oggi appare misterioso, ma letale.
Non vi parlerò dell’attentato alla Sinagoga di Roma dove muore un bambino di due anni, ad opera di terroristi palestinesi, dell’attentato al Papa, altro grande mistero di quegli anni, come l’abbattimento del DC8 Itavia sopra i cieli di Ustica.
Mi fermo e vi lascio due grafici, fonte il sole 24ore e il MEF con i dati di cui vi ho raccontato.

P.S. mi sono scordato di salvare “Nell’aria c’è” di Umberto Tozzi del 1984, scusatemi.

Nessuna descrizione della foto disponibile.
Questa voce è stata pubblicata in Attualità. Contrassegna il permalink.