Care Donne, care Amiche, care Sorelle, domani anche se è la giornata internazionale della donna, voi fate festa, fatela diventare la vostra festa.
Intanto perché quest’anno c’è e l’anno prossimo chissà, magari il buon senatore Pillon trasforma l’8 marzo nella festa della madre di famiglia obbediente e devota e allora voglio vedere quante di voi la potranno festeggiare.
Intendiamoci, non che non siate brave mamme, anzi, nutro qualche dubbio sull’obbediente e devota.
Perché che ve ne siate accorte o meno, ma stiamo scivolando sempre più verso uno stato maschilista, teologico e integralista e fate voi se volte aggiungere qualcosa.
Uno stato dove qualcuno stabilirà che la famiglia è fatta solo da un uomo ed una donna (le amanti non contano) e serve a dare figli alla patria, dove le donne devono essere soggette all’uomo, che ne è il capo indiscusso.
Capo che per il rispetto della famiglia e dell’onorabilità della moglie, potrà andare a sfogare i suoi “bisogni” nei riaperti bordelli di stato, dove avvenenti signorine verranno, sotto l’occhio vigile di tenutarie e fisco, sfruttate, umiliate e stuprate nel nome della decenza civile e della tenuta della famiglia.
Dove l’uomo magari non tornerà ad avere il privilegio del delitto d’onore, ma state tranquille che lo “jus corrigendi” nessun giudice lo negherà ad un bravo padre di famiglia, che ogni tanto allunga una sberla alla moglie, perché si sa, le moglie hanno l’abilità di tirartele fuori dalle mani a volte.
I vostri bambini poi, che voi siate cristiane, buddiste, induiste, ebree, musulmane o pastafariane, verranno istruiti in scuole dove sopra al docente svetterà ben in vista il cristiano crocefisso e dove insegneranno che la donna, essendo nata da una costola di Adamo è per forza inferiore e sottomessa all’uomo.
Non ridete amiche mie, perché la battaglia non è neanche cominciata e mentre le truppe del nemico sono numerose e dai ranghi strettissimi, abilissime nel chiudersi a testuggine, il vostro esercito è sfrangiato, diviso, raccolto sotto tante bandiere diverse e nutre serpi in seno che ne minano la credibilità e la serietà.
E’ pieno di traditrici che a parole si dichiarano dalla vostra parte ma alle sette corrono a casa che c’è la cena da preparare e la rivoluzione non può cominciare prima della fine della partita di coppa o il recupero di campionato.
Insomma amiche mie, state tranquille perché il burqa non ve lo faranno mettere, però certo servirebbe da deterrente e vi proteggerebbe dagli occhi bramosi degli altri uomini.
Perciò amiche mie domani fate festa, infilatevi la felpa comoda, le scarpe da ginnastica o le polacchine e andate ad ubriacarvi con le vostre amiche, fatevi uno spinello fintanto che è ancora possibile, perché qualcuno metterà mano anche a quello. Cantate e ballate e tirate tardi e quando la notte comincia a schiarire, tutte a prendere il cappuccino con brioche o con una più consolante e rivoluzionaria bomba con la crema. Che tanto poi a privazioni e diete si ricomincia dal 9.
Buona Giornata internazionale delle donne amiche mie.
