Arrivare qui…

– E’ stato difficile arrivare qui Franck?
– Qui su questa panchina intendi Millie?
– No Frank, intendo qui , ora, a quest’età.
– Si, no, non lo so Millie, è successo tutto così in fretta che mi sembra ieri di averti conosciuto, ti ricordi? Eri così arrabbiata mentre scendevi dall’autobus, così arruffata nel tuo eskimo e con la tua borsa di cuoio.
– Oh si me lo ricordo, tu eri così impeccabile, così fiero con quei tuoi baffi neri neri, mi facesti scendere senza esitazione, poi mi dicesti ‘piove, ho l’ombrello, l’accompagno’
– Si mi ricordo, che emozione Millie.
– Non sapevi dove dovevo andare e mi volevi accompagnare, sei sempre stato troppo gentile, sempre buono.
– Io non sapevo dove volevi andare sola, ma sapevo che saremmo arrivati da qualche parte insieme, che avremmo attraversato la vita senza darci fastidio, come due buoni vicini, che si scambiano piatti e dolci, due amici che ne hanno viste e passate di tutti i colori
– Si Frank e quante ne hai viste passare tu.
– Vorrai dire quanti ne ho visti passare da te, Millie, accidenti quanti cuori ho raccolto su quelle scale al terzo piano.
– Ma quali cuori Frank, quali amori, la verità è che non ne ho trovato mai uno giusto per me, uno come te, con il tuo cuore e la tua testa, con le tue idee e la tua schiena dritta, e con quelle tue mani, frank che mani che hai sempre avuto, grandi, morbide, accoglienti, ti ricordi le volte che sono venuta in lacrime da te e mi stringevi lasciandomi piangere?
– Mi ricordo Millie, mi ricordo, accidenti a te, quante lacrime ho raccolto, quanti sfoghi e quante speranze ho messo via.
– Tu invece niente Frank, non mi hai mai detto niente, mai una lamentela, una lacrima, uno sfogo, perché Frank, perché?
– Perché tu avevi la tua vita Millie, ed era tutta in salita, perché dovevo renderla più difficile? E’ stato bello così, è stato bello sapere che c’eri sempre se avessi voluto, ma la mia vita è stata meravigliosa e con te lo è stata un po’ di più.
– Ma non ti manca nulla, non hai un rimpianto, una nostalgia?
– Si Millie certo, rimpiango il fatto di non aver avuto un figlio al quale insegnare la vita, ma sono felice di aver avuto vicino qualcuno con cui sognare di averlo, finché c’è stato è stato bello.
– E non ti manca quell’amore?
– Ogni singolo giorno Millie, ogni giorno che apro gli occhi e ogni notte che mi addormento, l’ho amato come mai avrei sperato di amare, mi faceva arrabbiare, mi faceva sognare, mi scuoteva la testa e il cuore, ma come mi scaldava quel suo amarmi. E’ stato l’unico uomo che ho amato in vita mia Millie, amato sul serio, un amore che dal cuore andava dritto dentro la testa trapassando l’anima.
– Ecco questo te lo invidio Frank, questo monumento d’amore che c’hai nel cuore te lo invidio un po’.
– Lo so Millie, lo so e ti voglio bene anche per questo.
– Anch’io te ne voglio Frank, sei l’uomo più bello di tutti quelli che ho conosciuto e sei l’unico uomo di cui avrei voluto innamorarmi veramente.
– Lo so Millie, lo so.

Questa voce è stata pubblicata in Racconti. Contrassegna il permalink.