Quando tocca a te.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Lo conosciamo tutti l’inizio del sermone del pastore luterano Niemöller, e tutti più o meno alla fine scuotiamo la testa, ma sotto sotto pensiamo ‘ va be’ ma a me quando mi tocca…”.
Poi succede che un giorno qualsiasi, decidi di andarti a tagliare i capelli da un barbiere qualsiasi, in un centro commerciale qualsiasi e quello, uno sulla quarantina, tutto vestito di nero e tatuato come un maori neozelandese, comincia a parlare del grande fratello vip e della cattiveria di Signorini, tu stai lì e pazienti, non hai mai visto una puntata del GF, ma non glielo dici, non guardi più la tv commerciale da quando c’hai l’abbonamento a Netflix, Amazon e Infinity, ma rischi di passare da radical chic del cazzo e allora fai si con la testa.
Così lui tutto contento della sua critica va avanti e rincara la dose, gli deve stare proprio antipatico Signorini, perché dice che è vecchio,come fosse una colpa invecchiare, inacidito, si, questa è una colpa, e frocio, si dice così e dice pure che è italiano e si chiamano così nella nostra lingua.
Ora tu che fino ad allora ascoltavi distratto drizzi le orecchie e lui continua con una fiera dell’ovvio e dei luoghi comuni che l’Expo 2015 diventa la sagra della porchetta di Ariccia al confronto (non me ne vogliano gli abitanti, ma onestamente abitate nel paese più piccolo dei castelli romani).
Che ormai non ci si capisce più niente, che dove andremo a finire e via discorrendo.
Succede che tu te ne stai lì meditando su come sarebbe bello in quel momento avere una Glock in tasca e senza neanche toglierti la mantellina impermeabile, alzarti e mirare dritto dritto in mezzo agli occhi, sparare un solo colpo e guardare il 9mm parabellum farsi comodamente strada dentro la scatola cranica, dirompendo all’interno e facendo schizzare tutt’intorno sangue, cervello e merda.
Tanto tu hai la mantellina impermeabile e non te ne frega niente degli schizzi.
Lui intanto finisce, spazzola i capelli dal collo e ti chiede se è tutto a posto.
“Si si grazie, perfetti, lo dico anche a mio marito stasera che qui tagliate così bene i capelli”
Paghi chiedi lo scontrino e giri sui tacchi andando via con un ancheggiare provocatorio, mentre lui è rimasto lì, con la mantellina in una mano e la spazzola nell’altra, chiedendosi se ha capito bene.
Benvenuti nell’Italia del 2020, dove un omofobo fa outing senza problemi perché tanto ormai è così che vanno le cose in questo paese di merda e sangue.
E comunque in italiano sarebbe omosessuale il termine corretto, frocio è romano volgare, che grazie alla tv che ti guardi tu è diventato di uso comune in tutta Italia, da Bolzano ad Adrano, isole comprese.

Racconto liberamente tratto da una storia vera e scritto tutto da me.

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