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L’Italia è il paese in cui l’8,7% dei diplomati al liceo classico proviene da una famiglia di impiegati o di operai, allo scientifico va meglio ben il 13,1%. Il 45% dei diplomati proviene dalle classi sociali più agiate. Anche tra i bocciati le percentuali sono le stesse, il 30% dei bocciati proviene da figli di operai e impiegati contro il 17% dei figli di professionisti, avvocati, notai.
Anche alla laurea ci arriva più facilmente chi viene da una classe sociale più agiata, qui siamo al 43% contro il 15% circa.
Una situazione che si discosta poco da quanto ritratto nel 1963 quando su 100 laureati 86 provenivano dalle classi più agiate, i dati sono consultabili sul sito di tecnicadellascuola.it, e sono stati presentati alla fine dell’anno scorso al ministero dell’istruzione.
Ma evidentemente sono dati che hanno colpito poco i nostri responsabili visto che l’ultima novità della buona scuola sono l’obbligo di aver effettuato le prove invalsi e gli stage perfino dal McDonald per poter accedere agli esami di maturità.
E la chiamano ancora la buona scuola.