1 gennaio ore 0.20, esterno notte,
Si era scusato rapidamente con gli amici ed era uscito infilandosi il giaccone, si trovò un posto in un angolo della corte del casale, tra piante grasse e una bassa siepe di rosmarino.
Si accese il sigaro assaporando le prime boccate con studiata voluttà, “il primo sigaro dell’anno nuovo, merita un po’ di raccoglimento” pensò aspirando “ è un rito, una liturgia, un ragionamento serrato tra il piacere di una perversione e l’efficacia di una medicina ”, mandò fuori il fumo lentamente guardando le spire avvolgersi e salire volteggiando.
Stette così qualche minuto, guardano verso le stelle che a tratti sbucavano oltre le nubi sparse, era il primo giorno dell’anno nuovo da qualche minuto, niente lavoro quella notte, niente paste da lievitare e creme da addensare, solo qualche brindisi con gli amici di una vita e qualche ballo sui ritmi indimenticabili degli anni ottanta.
Dentro si ballava al ritmo di “It’s fun to stay at the Y-M-C-A. It’s fun to stay at the Y-M-C-A.”
Fu allora che guardando verso la porta la vide uscire, era lei, non c’era dubbio. L’avrebbe riconosciuta ovunque, si portava quel sorriso stampato sul cuore dal momento in cui entrò nella sua pasticceria.
Lei si guardò intorno accendendosi una sigaretta, lo vide e sorrise sorpresa.
“Ma tu sei Mario il pasticciere” Si avvicinò e gli porse la mano, la salutò sorpreso e ancora più si sorprese quando lei lo tirò a se baciandolo sulle guance.
”Tanti auguri Mario, che bello vederti oltre il bancone”, ora i suoi occhi si confondevano con il brillare delle stelle in cielo. Era stordito, confuso, aveva il cuore in tumulto e la gola stretta in un mutismo ebete che smorzava ogni tentativo di replica.
Lei gli teneva ancora la mano guardandolo con quel suo sorriso largo e sincero, la vide più bella che mai, continuava a guardarla disegnando il contorno del suo viso, correva dagli occhi alle labbra, passava il profilo del naso e si perdeva ancora e ancora in quel sorriso.
“Non avrei mai pensato di incontrati così ed è un inizio che neanche Edmond Rostand avrebbe potuto scrivere così” le disse come in un sussurro.
“Ma dai? E che cosa avrebbe fatto dire a Cyrano in un’occasione così Rostand?”
“Nulla, non avrebbe detto nulla, non avrebbe sprecato anche un solo minuto a parlare distraendosi così dal guardare questi tuoi occhi così pieni di vita e di emozioni, avrebbe centellinato ogni secondo per imprimere nel cuore del suo cuore il tuo sorriso”.
Sentì gli occhi inumidirsi per l’emozione che quelle parole così piene le avevano smosso.
Lui cominciò a sentir scoppiare i fuochi d’artificio dentro il cuore del suo cuore proprio dove teneva quel sorriso stretto stretto.
