L’ultima volta…

L’ultima volta.
Quella volta che ti salutai al telefono non sapevo che sarebbe stata l’ultima, non sapevo che da lì a poco il tuo cuore avrebbe fermato le tue corse in motorino per sempre.
Quella volta che t’ho guardato seduto su quella poltrona, con quel tuo sorriso addosso, perso dietro chissà quale pensiero la malattia ti suggeriva, non sapevo che sarebbe stata l’ultima volta, che qualche giorno dopo anche il tuo corpo se ne sarebbe andato per sempre.
Quella volta che ce ne siamo stati seduti al lago, a parlarci nel silenzio dei nostri pensieri mentre le onde piatte andavano e venivano lente, non sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che lo guardavamo insieme e che le nostre vite si sarebbero separate dopo qualche giorno.
Quella volta che chiudendo il portone, avevo gettato un occhio dentro a guardare che tutto fosse a posto, le stanze rifatte, il camino pulito, la legna ben accatastata e pronta per la prossima volta, non sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che lo facevo.
Quella volta che salutandoti sul marciapiede della stazione, mentre il treno chiudeva le porte e s’avviava lento per riportarti a casa non sapevo fosse l’ultima volta che ci salutavamo e che da lì a poco avremmo preso una direzione diversa io e te.
Ogni volta non sappiamo mai se è l’ultima e quando ci voltiamo a riguardare tutti quei momenti, ci assale la malinconia, il rimpianto, spesso la nostalgia. Ma ogni volta non sappiamo mai che è l’ultima.
Così a te figlio mio che mi chiedi perché non lo sappiamo non ho che un pensiero da lasciarti, una preghiera da farti, una speranza da affidarti, fa del tuo tempo uno scrigno prezioso, un baule pieno di attimi unici anche se li ripeti ogni giorno, fa di quel tempo un tempo unico, tratta ogni momento come irripetibile.
Vivi ogni giorno, ogni singolo giorno nella certezza della sua bellezza e della sua preziosità, ama ogni giorno come fosse l’ultimo e gustane la luce, l’odore, le sensazioni che ti da. Custodiscile dentro di te con cura, perché il passato è perso se non ne hai cura, non ne fai tesoro, se non ti serve per camminare verso il domani con la leggerezza necessaria ad essere felici.
Ai miei figli, ragazzi di oggi, uomini di domani.

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