Il gene nel DNA…

C’è un gene dentro il DNA italiano che nessun ricercatore potrà mappare, ma c’è!
Si chiama GGC Gene di Giulio Cesare ed è il motivo per cui qualunque condottiero, politico, leader grande o piccolo che sia, finisce prima o poi per essere accoltellato da suo figlio o più genericamente da chi gli sta più vicino.

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Fu così per Giulio Cesare, accoltellato alle idi di marzo dal figlioccio, fu così in tempi più recenti per il Duce, pugnalato il 25 luglio da Ciano suo genero, è successo per Romano Prodi, tradito verso la presidenza della Repubblica da 101 del “suo” partito. Si consuma oggi per Berlusconi, che prende le coltellate di Toti che lo dichiara finito e l’altro lo scomunica condannandolo all’invisibilità.
Di esempi ne potremmo fare tanti altri, comprese le coltellate web che si prenderà Giggino affidando la sua permanenza come capo politico dei 5 stelle alla piattaforma Rousseau. Ennesima dimostrazione di un eunuchismo politico del personaggio che non trova il coraggio per prendere atto dei propri fallimenti e lasciare la dirigenza del movimento a qualcun altro, restando a fare il ministro.
E ci sarà un Bruto anche per il felpato ministro della paura, possiamo starne certi, che so io un Giorgetti a caso, o un Siri qualunque che stizzito per il potere acquisito e la spregiudicatezza mostrata sempre a favore di camera, una mattina presto, mentre l’aria si riscalda al primo sole di una Roma distratta e disincantata, consegnerà a qualche giornalista le sue 23 coltellate per il Cesare Felpato, che colpito ed affondato non avrà né l’altezza né la cultura del Cesare Romano per dire “Tu quoque, Brute, fili mi”, ma accasciandosi, sempre a favore di camera, reciterà un più lombardo “We, terun! Và a dà via i ciap!”

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