E poi resti solo…

Sia che avvenga in poche ore, d’improvviso, o che si consumi in una lunga lenta discesa di dolore, o che semplicemente arrivi perché ormai consumato dagli anni e dalla vita come una candela giunta alla fine dello stoppino, non siamo mai pronti alla separazione da un genitore. Dolore duro, intenso, di strappo viscerale, ci sbatte a terra e d’improvviso quel passare da figli ad orfani ci getta nella vita con un’altra veste, forse adulti per la prima volta, forse più soli per la prima volta, forse per la prima volta al cospetto della responsabilità di vivere e di dare il senso a questo nostro camminare. Per la prima volta senza le braccia premurose di una madre o le mani forti di un padre ad aiutarci da dietro per la nostra strada, ci troviamo così di fronte al mistero del diventare ineluttabilmente adulti.
Di fronte a questo, unica, vera, possibile speranza sono le braccia amiche che stringendoci in un abbraccio fatto di tanti cuori, ci impediscono di avvitarci in caduta libera o ci sostengono nel rialzarci.

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