Oggi 26 novembre è la giornata mondiale contro la violenza di genere!
Si perché non capisco dovremmo limitarci ad un solo giorno, visto che ogni giorno ci sono donne molestate, picchiate, stuprate e ammazzate. Allora facciamo che da un solo giorno parta invece un periodo di un anno, cinque, dieci in cui tutti gli uomini in Italia si adoperino per far sì che tutto questo non succeda più. Che, partendo dai piccoli gesti, dalle piccole cose, tutti i giorni gli uomini non rompano le palle per le gonne corte, il rossetto rosso, lo smalto, i capelli, i tacchi, le ballerine, le camicette strette, le felpe larghe, le serate con le amiche, le serate in casa con la tutona, il negligè nero, il pigiama con gli orsetti, la voglia di scopare, il mal di testa permanente, la pasta al dente, la pasta scotta, la casa in disordine, la casa troppo pulita, il perizoma, le sloggi, il gambaletto, le autoreggenti, la mamma di lei, la mamma di lui, la domenica alla partita, il calcetto del giovedì.
Insomma dietro il 90% delle affermazioni e dei comportamenti maschili c’è un carico patriarcale, sessista, discriminatorio che faremmo meglio a riconoscere e a combattere da subito, noi eliminando questi atteggiamenti, le nostre fidanzate, mogli, compagne, amanti, mamme, sorelle, zie non tollerando più questi modelli, incazzandosi, denunciando, aggregandosi.
Basta con la difesa d’ufficio di tanti comportamenti, di tante frasi, di tanti stereotipi.
Anzi facciamo un gioco cari uomini, postiamo una frase sessista al giorno che ci impegniamo a togliere dal nostro vocabolario, anche un sostantivo, un proverbio, una locuzione.
Io comincio oggi con “fica”, odioso termine che partendo dal volgare di vulva diventa metro maschile di paragone delle donne, es. “è una gran fica”, “è una ficata”, “è una fica di legno”.
Contro la violenza di genere
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