“In arrivo la manovra lacrime e sangue
di Tremonti. Ma la sinistra non ha alternative
Il ministro del Tesoro prosegue nel solco tracciato dal decreto sullo Sviluppo che prevede un stretta da 40 miliardi di euro. In tutto questo la sinistra tace: da Di Pietro al Terzo Polo. Mentre il Pd pensa alla crescita ma poco al debito”
Da “Il Fatto Quotidiano” del 26 aprile 2011, sono passati 8 anni e siamo ancora allo stesso punto, la maggioranza di destra spende come non ci fosse un domani, l’opposizione tace o spernacchia su fatti di poco interesse per i più, nel mezzo stanno altri tagli lineari per 5-6 miliardi di euro a università, scuola, assistenza, trasporto locale, sempre lì insomma, ai servizi che dovrebbero essere più garantiti perché utilizzati in massima parte dai ceti medio bassi.

Rispetto a 8 anni fa non ci sono più le battute del berlusca, le olgettine, la nipote di Mubarak. Ci sono una pletora di avventurieri in malafede o impreparati, gente che senza aver lavorato veramente un solo giorno della propria vita apostrofa professori universitari con “questo lo dice lei”, c’è la voglia di normalizzare il dissenso a colpi di manganello e di schedature, c’è l’odio che corre libero per le strade come mandrie di bisonti nei vecchi film di indiani e cowboys.
In mezzo ci stanno gli italiani, soggiogati in buona parte da propaganda e fake new, incattiviti da emergenze inventate e invasioni costruite a tavolino.
Ah dimenticavo, in mezzo c’è la Cassa Depositi e Prestiti coi sui 345 miliardi di raccolta, le cassette di sicurezza degli italiani, i mini bot di argentina memoria e tanta voglia di fare un po’ come cazzo ci pare che tanto ricorda le gag di Guzzanti e della casa delle libertà.
Benvenuti nell’Italia del 2019, no forse del 2011, sicuramente nell’Italia di sempre.