25 Aprile

Io credo che spesso, molto spesso, siamo caduti in un gigantesco equivoco parlando del 25 aprile, l’abbiamo associato alla vittoria dei partigiani sui fascisti, l’abbiamo identificato nell’insurrezione di Milano, Torino, Genova, l’abbiamo sublimato nel riscatto di un popolo oppresso da una feroce dittatura e vessato da migliaia di padri, figli, madri e mogli morte tra militari e civili, nel nome di un impero di carta.
Ma il 25 Aprile è qualcosa di più importante, è qualcosa di più audace, è qualcosa di più intimo. é la lotta di pochi illuminati e resistenti audaci contro il conformismo imperante, quello degli slogan, quello delle uniformi lustre, delle armi scintillanti, quello degli imperativi sbraitati, quello della difesa del patrio suolo contro l’invasore. é la lotta tenace e clandestina di chi sa di essere dalla parte giusta e si batte per non omologarsi al potere. 
Ed alla fine è la vittoria di chi ha sempre creduto nel valore supremo dell’unico bene che non è commerciabile, che lega e imbriglia tutti gli altri valori come la giustizia, il rispetto dei cittadini, la legalità. é la vittoria della libertà sulla dittatura e quindi della libertà sul fascismo. Perché qui compagni bisogna dirlo forte, non lasciare alla destra il vantaggio della revisione storica, il fascismo non è l’esaltazione dei fascisti e delle loro gesta, non è la nostalgia del pelatone maschio e italicamente virile.
Il fascismo è l’affermazione del principio della forza, in politica come nella società civile, è la negazione dell’avversario con la sua trasformazione in nemico, è la legge della maggioranza a scapito della minoranza, dell’ostentazione, ancora una volta, delle divise lustre e delle armi ben oliate. é l’Italia di oggi senza umanità, che picchia i neri, sputa agli ebrei e calpesta il pane per i rom. é l’Italia di oggi dove attenti alla sicurezza nazionale se vuoi far sbarcare 4 poveretti stremati dalla sofferenza su un barcone.


é l’Italia di oggi che guarda al pistolotto del bibbitaro o di capitan felpa e non vede le ruspe e i cannoni nel giardino di casa.
Perciò domani non cadiamo nel tranello del derby calcistico, umiliando tra l’altro con quel paragone, le migliaia di giovani uomini e donne che diedero la vita in nome della Libertà!
Domani Compagni facciamo festa per la Libertà, non facciamo la festa alla libertà!
Hasta la victoria!

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