Ne abbiamo ammazzate già 114 che diviso 10 mesi sono 11,4 al mese, una ogni tre giorni, quel virgola quattro ce lo lasciamo per la domenica che facciamo gli straordinari. Ne abbiamo stuprate 2438 fino a luglio e visto che la tendenza non è in calo, probabilmente saranno ad oggi 3831, una più una meno.
Ci diamo da fare, ci diamo dentro alacremente, non ci risparmiamo, ma loro ci provocano, ci stuzzicano, ci assediano. Ci dobbiamo difendere e allora alziamo le mani e le rimettiamo in riga o abbassiamo la patta e le insegniamo la lezione.
Perché noi siamo maschi e siamo noi quelli con le palle, mica loro, loro sono nostre, così come sono nostre le loro giornate, le amiche che vedono, gli amici no, quelli non li devono incontrare, anzi non devono avere amici maschi, sia mai che gli vengono strane idee di indipendenza.
Fa schifo scritto così vero?
Ma i numeri fanno ancora più schifo e fanno schifo certi commenti, certi post, certe idee che cercano di edulcorare, di minimizzare, di dire guardate che anche le donne sono violente, anche loro ammazzano.
Forse, ma nessuna donna può scrivere quello che ho scritto io, nessuna di loro può dire al suo compagno “ora che torna lo sistemo io”, ne dirgli “con qui pantaloni sembri un gigolò”.
Se nel buio di un portone un carabiniere ti sodomizza, nessun avvocato tenterà di screditarti chiedendoti quello che a Firenze hanno chiesto alle due studentesse stuprate.
Donne, mamme, sorelle, figlie, nipoti, studentesse, professoresse, impiegate, dottoresse oggi è la giornata contro la violenza verso di voi, oggi, qui e ora non tollerate nulla che non sia amore e rispetto, comprensione e appoggio incondizionato.
Io nella prossima vita voglio nascere donna.
114 in 10 mesi
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