Il giorno delle Foibe

Io oggi non festeggio alcun ricordo, non ho nulla contro i morti delle Foibe, ma ho molto contro chi strumentalmente da 70 anni li usa a vantaggio di una propaganda fascista e nazionalista a senso unico.
Varrebbe la pena ricordare che l’Istria non era una regione italiana, né aveva una maggioranza linguistica tale, infatti in un censimento del 1910 solo il 35% degli abitanti parlava un dialetto italiano, i restanti parlavano croato, serbo, tedesco e sloveno. La regione ci pervenne a seguito della vittoria sull’Austria nel 1918 e da quel momento l’amministrazione italiana si preoccupò di nazionalizzare quelle popolazioni in maniera decisa, violenta, con mano militare, fino alle cacce notturne di fascista memoria, alle esecuzioni sommarie, al genocidio praticato dai fascisti in quelle zone. Ecco prima di celebrare gli “orrori” delle Foibe dovremmo mettere in condizione gli italiani di capire quello che è successo in 25 anni di occupazione italiana. Per questo io oggi non festeggio alcun ricordo.
Nella prima foto potete ammirare il sig. Roberto Menia firmatario con Ignazio la Russa della legge che istituisce il giorno del ricordo che nel ’91 saluta romanamente durante una manifestazione,

nella seconda foto la parata dei fascisti Italiani tra le vittime del villaggio di Radoh e da ultimo uno dei tanti proclami affissi dall’amministrazione italiana.

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