La vide avanzare trafelata nel corridoio, bloccò le porte dell’ascensore prima che si richiudessero lei gli sorrise, attese che fosse entrata e lasciò andare le porte, lo saluto in un sussurro, poi disse “Scende?”, lui riuscì solo ad annuire aveva il cuore che gli batteva in gola.
Pensò che era la cosa più bella su cui avesse mai posato lo sguardo.
Lei aggiustò la borsa sottobraccio e si piegò per sistemarsi la calza, prendendola dal polpaccio fin sopra il ginocchio con un gesto lieve come il volo di una farfalla, senza malizia, senza sfacciataggine, così, semplicemente persa dietro i suoi pensieri.
A lui cadde il cuore sul pavimento mentre si aprivano le porte.
Lei prese il cuore e lo mise nella borsa, la salutò e non gli chiese mai più il cuore indietro.
