Amore di contrabbando

“Questo è un amore di contrabbando, meglio star qui seduto a guardare il cielo”
E no, non ci riesci a stare ferma a guardare il cielo, certi amori di contrabbando nascono lenti e leggeri tra le righe di una chat, o sussurrati piano in interminabili telefonate notturne, nascono silenziosi e inevitabili dopo vent’anni di amicizia, o scoppiano improvvisi in mezzo alla folla della stazione. Ti coglie all’improvviso quando avevi pensato che il vento non si sarebbe più alzato, che la tormenta non sarebbe più arrivata e navigavi pigra sulle acque calme nella rada della tua vita tranquilla.
E poi arriva quel passatore a contrabbandare l’amore, l’attenzione, la cura e la voglia di te, da un confine all’altro della tua esistenza, brigante maledetto di attimi che pensavi coniugati al passato.
E allora contrabbandi momenti e situazioni, inventi incontri e occasioni, sali e scendi su un bus la notte in mezzo a piazzali sconosciuti, tra meridionali che tornano a casa o gente variopinta che sale al nord.
Prendi un treno la mattina presto ma così presto che giri tu, i metronotte e quelle poverette sui tacchi alti che se ne tornano a casa dopo il lavoro, e non senti ne sonno ne stanchezza e non te ne frega niente neanche se le senti.
Sarà un amore di contrabbando ma è spesso e pesante come quelli che sparecchiano tavole e rovesciano letti, quelli che spalancano porte e finestre, rigirandoti la vita come un cubo di Rubik e come questi l’amore di contrabbando non lo fermi con un no alto come un muro, con un forse o un vediamo, gli dici si e vivi a metà tra il confine e la terra di nessuno, dove tutto è un brivido caldo nell’aspettare, un gioire nell’abbracciarsi e un centellinare il tempo all’indietro come un gambero.
Quell’amore di contrabbando strizza l’occhio e gonfia il petto, ti fa battere un cuore matto ma matto sul serio e ti fa scorrere il sangue come un torrente alpino, traghetti sentimenti e passione dal cuore alla testa e giù fino alla pancia, che non si ferma più, ti levi il cappello e rubi un bacio in riva al fiume, resti sola con lui e te lo prendi come fosse l’ultimo dei Mohicani, piantata per ore nel letto come la bandiera sul K2 dopo che l’hai scalato in solitaria dall’ultimo campo alla cima.
Un amore di contrabbando ti gira e rigira di notte, ti ci addormenti e ti ci risvegli, e resti lì a salvarti la vita da tutti gli amori legittimi e reali di cui lui era l’unico principe, brizzolato, ingobbito, col mantello azzurro slavato.

Scritto al femminile da me.

 

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